Andrea e Barbara : quando l’unione fa la forza e la vita in montagna diventa una nuova strada!

Barbara e Andrea nascono entrambi in un ambiente di campagna dove la famiglia vive di allevamento. Per scelta, e non per obbligo, proseguono questo cammino.

I genitori di Andrea, originari di Marmora, con l’arrivo del boom economico negli anni ’50 – ’60 e la trasformazione dell’allevamento degli animali, non più da puro sostentamento per la famiglia, ma in vero e proprio reddito, scendono nella piana, come molti altri allevatori che non trovano più gli spazi giusti per il nuovo tipo di richiesta  e lasciano gli alpeggi. Avviene, in quei tempi, una transumanza al contrario, in cui il popolo della montagna scende per trovare spazi e la famiglia di Andrea trova un’azienda in affitto a Villafalletto.                                 Lo lega alla Valle Stura la transumanza del bestiame, che dal 1975 avviene proprio in questa valle. In un primo tempo nella zona di Sant’Anna di Vinadio, per poi spostarsi a Isola 2000 e ora a Mollières, nel parco del Mercantour, dove oggi, Andrea con la sua famiglia, fa la “sua” trasumanza da giugno a settembre.

Andrea conosce Barbara a Villafalletto e le famiglie si uniscono. Inizia la loro storia insieme ma un triste evento cambia tutto. La morte del papà di Andrea, arrivata all’improvviso, innesca in questa nuova famiglia l’obbligo di un cambiamento.      Andrea si rende conto che fino a quel momento portava avanti le tradizioni di famiglia, seguendo le indicazioni del padre e della sua grande esperienza nel settore, ma che non c’era spazio per innovazione e cambiamento. La sua unica certezza: continuare il mestiere di famiglia ma non in pianura!

Ogni tanto la vita, ci mette alla prova, e non sempre in mondo facile, ma sta a noi decidere cosa fare. Per due anni la vita continua come sempre, ma la mancanza della forza lavoro del papà di Andrea si fa sentire. La situazione si complica ancora di più, quando il proprietario dell’azienda, decide di vendere e non concedere più l’affitto. Sembra un momento impossibile da superare ma Andrea e Barbara reagiscono allo sconforto e ricominciano la loro strada. Come mi dice Andrea: “Ho fatto storia a me! Ho iniziato la mia strada e ho scelto la montagna che da sempre avevo nel cuore!”

Per una serie di coincidenze nel 2015 trovano un’ azienda dismessa, ed in vendita, in Frazione Maigre nel comune di Moiola, in Valle Stura. C’è tutto ciò che serviva: una stalla abbastanza capiente, una casa, ed una zona dove ricavare il laboratorio per fare il formaggio, la grande passione di Andrea.                                              Qualche lavoro di ristrutturazione ed inizia la nuova vita nel 2016. Da un duro colpo quindi ci si può rialzare e questa bella famiglia lo fa, passando anni difficili, con debiti che sembrano insormontabili, un inverno con neve abbondante, tanto lavoro da fare e soprattutto: adattarsi alla nuova sistemazione che prevede un ambiente molto differente dalla pianura.

Andrea lancia un messaggio importante: “Se si parte dall’idea di venire a fare business in montangna , senza l’amore per questo ambiente e tutte le difficoltà che comporta, si sta facendo un passo sbagliato!”

Barbara ed Andrea amano la montagna, conosciuta e vissuta fin  dalla tenera età in alpeggio, sentono che dentro di loro scorre il sangue del vero pastore, quello che si siede su una roccia e osserva i suoi animali, assapora  la brezza dell’altura, sente il profumo dell’erba fresca  e dei fiori di alta quota, ascolta il rindondare dei campanacci sentendosi libero e appagato, non ha ripensamenti, ma sente che è proprio lì che vuole essere.

Nasce così l’Azienda Fiori dei Monti, un nome che esce dall’animo di Andrea che pensa ai pascoli fioriti in alta Montagna. Un’azienda semplice, attenta alle esigenze dei suoi animali, accuditi e amati. Un’azienda che soddisfa Andrea che l’ha creata proprio come voleva. Mentre, nella loro accogliente cucina, sorseggiamo un caffè, e Andrea si racconta, Barbara cucina per tutta la settimana, non si ferma un attimo. Lei si occupa della casa, dei bambini, e del formaggio da qualche mese.

Cosa vuol dire essere una famiglia di allevatori?           Sicuramente significa collaborazione, passione, suddivisione chiara dei compiti, manualità ed esperienza ed un coivolgimento totale di tutti i membri, anche i più piccoli, possono dare il loro contributo.  Non ci sono le vacanze, gli animali mangiano 365 giorni all’anno, la sveglia è presto e la sera si finisce tardi. Ma nonostante tutto questo, in casa si respira serenità e voglia di fare.

Ma ora vi racconto il mio viaggio nella produzione del formaggio. Credo per la prima volta di aver capito cosa si nasconde dietro a questo cibo, antico,  che deriva da soli tre ingredienti: latte, caglio e sale. Andrea è un accompagnatore perfetto per capire la storia di una forma e la sua produzione. In questo piccolo mondo antico il laboratorio è adiacente al negozio,  e per mantenere l’artigianalità, non vuole crescere di più per garantire al cliente l’autenticità del prodotto.                Gli animali vengono alimentati quasi totalmente con fieno ed erba, e questo rende il loro latte speciale e profumato e quindi ,perfettamente idoneo a creare formaggi sani e particolari. Per Andrea fare il formaggio è un arte, in questa azienda non si compra solo un pezzo di formaggio, ma si acquista la sua storia, il suo valore, il suo mestiere di casaro consolidato dal tempo e la sua esperienza.  Lui il latte lo sente, lo annusa, lo conosce e lo tratta come  materia viva trasformandolo in prezioso formaggio dal sapore unico che profuma di alpeggio e montagna.

Da qualche mese, chi si occupa in azienda di fare il formaggio é Barbara, che dopo la scuola di Andrea  ora  lo sostituisce.  Ogni giorno, in questa piccola azienda, si producono circa 30kg di formaggio, destinato a negozi, ristoranti e privati. Questo prezioso alimento, non trova difficiltà nella vendita. Ma questo avviene ora, dopo tre anni, in cui questa famiglia ha costruito rapporti, conquistato fiducia, reso noto il modo di lavorare ed è rimasta umile aspettando che qualcuno gli desse fiducia per entrare nel mercato locale.

Entrare nel cuore del popolo della montagna non è facile, ma quando ci arrivi diventi parte della comunità e quindi riconosciuto e supportato. All’inizio, per Andrea e Barbara,  è stato difficile persino trovare pascoli da poter utilizzare, persone a cui chiedere aiuto, esperienze da condividere. La costanza, la pazienza, la loro unione e la sicurezza di avere fatto la scelta giusta hanno fatto raccogliere i risultati e ora la piccola frazione Maigre, poco assolata, ed un tempo dimenticata, è conosciuta per l’azienda agricola Fiori dei Monti e il suo formaggio.

Andrea è un allevatore giovane, che cerca di fare rete, di collaborare, che vuole innovazione nel rispetto della tradizione. Un ragazzo che porta avanti una vita di fatica, accompagnato da un’insostituibile compagna, Barbara,  che lo ha seguito fino alla realizzazione del suo sogno e che lo supporta in tutto. Una bella coppia, una bella famiglia con dei valori sani, la voglia di sporcarsi le mani, la capacità di essere uniti nel bene e nel male. Io credo che la fatica unisca come anche la condivisione di una stessa passione. Loro portano avanti una missione, uno stile di vita raro di questi tempi ma, a mio avviso, sinonimo di buon vivere. Ho passato un pomeriggio in loro compagnia e sono stata accolta, sono entrata per qualche istante nella loro vita e mi sono sentita parte di quel piccolo mondo antico. Grazie ad Andrea e Barbara a cui auguro di continuare così perchè siete un esempio!

Dove puoi trovare l’azienda agricola “Fiori dei Monti”?

instagram:http://www.instagram.it/fiorideimonticolombero     facebook: http://www.facebook.it/AndreaColombero                                http://www.facebook.it/Azienda Agricola “Fiori dei Monti”

2 risposte a “Andrea e Barbara : quando l’unione fa la forza e la vita in montagna diventa una nuova strada!”

  1. In questo momento di difficoltà che ci vede avvolti da un aurea di sconforto e dolore data dal conflitto Ucraina Russia , un momento di pace è serenità con un tuffo in un piccolo mondo antico che segue le stagionalità dettate dalla natura incastonata tra valli splendide immerse in una pace ora più che mai necessaria ..
    aver letto di questa storia “resistente” è stato di conforto allo spirito…..
    Brava Cinzia ……

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