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  • Lara, la piccola grande montanara che profuma di fragole e rose!

    Lara, la piccola grande montanara che profuma di fragole e rose!

    Ci sono persone che ci insegnano che nella vita bisogna sperimentare, reinventarsi, azzardare per trovare la strada giusta per essere felici e fare quello che ci piace. Non sempre il primo sentiero è quello giusto, alcune volte nemmeno il finale che ci eravamo immaginati lo è, sta a noi creare opportunità, investire su di noi e andare verso ciò che, alla fine, più ci appaga! Lara mi ha insegnato tutto questo.

    Ma chi è Lara? Risposta molto semplice: una piccola grande donna, sorridente, ospitale che, per qualche ora, mi ha portata nel suo angolo di paradiso dove coltiva, crea, accoglie e fa la mamma!

    Siamo a San Damiano Macra, Valle Maira (Cuneo), in una piccola borgata denominata Podio a circa 1000 mt di altitudine. Qui Lara vive dal 2004 e ci arriva per caso e non per scelta, ma occorre partire dall’inizio di questo viaggio per farvi conoscere questa donna speciale.

    Lara nasce a Torino, ma in tenera età si trasferisce a Cervasca, un comune della provincia di Cuneo. Frequenta il liceo scientifico e poi, come pendolare, la facoltà di Scienze dell’Educazione a Torino. Dopo la laurea trova subito lavoro in una comunità per minori: un lavoro difficile, impegnativo che spesso la lascia con l’amaro in bocca a combattere contro un sistema che dona poco spazio ai sentimenti.

    Alcuni amici, diventati aiutanti di un’azienda famigliare in una piccola borgata alpina, che si occupa di allevamento di capre e di formaggi, la invitano e così, Lara, si ritrova in montagna, tra capre e pascoli e tutto le sembra chiaro. L’azienda cercava personale e lei un altro lavoro: inizia così la sua nuova strada. Dopo una prova e un po’ di gavetta, Lara nel 2005, apre la sua azienda agricola, ed inizia a collaborare con la piccola realtà che l’aveva accolta. Acquista capre, terreni e diventa un’ altra Lara. Impara a fare il formaggio ed inizia una collaborazione lunga fino al 2021! A soli 24 anni, immersa in questa nuova realtà, diventa parte della famiglia con cui, ancora oggi, ha un grande legame.

    Lara è una ragazza tosta, che non esita a cambiare vita, trasferendosi fin da subito in montagna, da sola. Non per scelta ma per caso. Arrivata nella piccola frazione montana, dove vive tutt’oggi, si sente a casa, nel suo posto e felice di imparare un mestiere. Stupisce la sua famiglia, che subito non approva la sua scelta, il suo percorso scolastico non era certo rivolto a lavorare tra capre e pascoli, ma poi, vista la sua convinzione la asseconda ed oggi ne è felice!

    Da tempo, in Lara, c’era il desiderio di sperimentare qualcosa che fosse unico e solo suo, da qui la ricerca di una coltivazione perenne, che non fosse troppo difficile così, dopo qualche studio, incontra sulla sua strada “la rosa damascena” e nel 2016 pianta le sue prime ottanta rose. Piano piano il suo campo cresce e ora è arrivata a circa duecento piante.

    Nel 2019 Lara lascia le sue capre e dal 2021 si occupa solo più delle sue rose, che trasforma in tanti ottimi prodotti, nel suo piccolo laboratorio vicino a casa.

    Sono stata ospite di Lara a pranzo ed ho potuto gustare il suo ottimo sciroppo alla rosa insieme ad un’insalata su cui ho sbriciolato un bocciolo essiccato. Questo piatto semplice si è trasformato in un’esplosione di sapore in bocca trasportandomi nel suo campo fiorito sul crinale della montagna.

    Lara per arrivare a creare i suoi prodotti, ha studiato molto, letto, navigato, osservato, fatto corsi, analizzato chi da tempo già lavora con le rose. E’ arrivata a creare dei prodotti semplici, profumati e particolari, come la tisana menta e boccioli di rosa. Oppure dolci ed armoniosi, come il suo sciroppo di rosa ed infine, delicati e unici, come i boccioli in vasetto!

    Insieme alle rose ha una piccola serra di fragole, dolci e saporite che trasforma in ottime caramelle Gelée, in composta di fragole e in sacchetti di frutti essiccati! Lara si definisce una contadina, ma io la vorrei definire un esempio di come ci si possa reinventare, di come sia bello sperimentare nuove cose e arrivare a destinazione, con fatica, ma con il cuore pieno di soddisfazione! In Montagna, per sopravvivere, occorre essere multifunzionali, in modo da poter avere sempre qualche risorsa su cui contare ! Se vuoi conoscere Lara e i suoi prodotti li trovi su instagram: http://www. instagram.com/lo_grasal o su Facebook http://www.facebook.it/Lo Grasal – azienda agricola di montagna multifunzionale anche se io ti consiglio di andare a trovarla, anche perchè dà anche ospitalità!

    Vicino a Lara c’è Andrea, conosciuto all’università, che l’accompagna da sempre, la segue in questo suo viaggio di scoperte e cambiamenti. Oggi si occupa di risorse umane in una cooperativa sociale, ma fin da subito ha assecondato la scelta di Lara, e cammina al suo fianco, vive con lei in montagna ed insieme a Maddalena e Elisabetta sono una bellissima famiglia.

    C’era ancora una parte creativa nascosta in Lara. Una parte che prende forma nei momenti in cui l’inverno avvolge la campagna, quando fuori fa freddo, la neve scende e una contadina non può lavorare la terra. Nell’inattività, che la costringe a fermasi, ecco che nasce la sua arte: la lavorazione del gres! Nel 2006 decide di imparare da uno studio artigiano le basi e poi si lancia. Inizia, sperimenta, si mette in gioco e dopo qualche anno arrivano i suoi bellissimi lavori, che ancora oggi sono unici e speciali.

    Nel suo laboratorio crea piatti, tazzine, bottoni, vasi e molto altro. Entrare nella sua esposizione è una piccola magia, un viaggio alla scoperta di quello che le mani di Lara possono creare. Queste mani speciali che non sanno stare ferme!

    “Se vuoi scegliere la montagna devi iniziare con piccole cose semplici” mi dice con il sorriso. Produrre poco ma in modo attento, rispettoso, qualitativamente ricco.” “Poco ma ben fatto e con la fiducia in se stessi!” Questo è il motto di Lara ed il consiglio per chi vuole scegliere la vita in montagna.

    I prodotti di Lara rispecchiano la splendida donna che mi ha accolto ed accompagnato nel suo mondo. Le sue rose sono delicate e resistenti come lei. Le sue fragole , dolci e versatili come il suo spirito ed infine il gres, materiale duro, compatto, resistente all’usura, come la sua capacità di arrivare sempre a destinazione!

    Questa è una di quelle storie che tengo nel cassetto e che rileggo quando in me nasce il dubbio che nella vita, invecchiando, sia impossibile reinventarsi! Una storia di vita in montagna, di una donna cocciuta e di un piccolo paradiso, tra le cime, che ha fatto sentire a casa una giovane ragazzina che doveva ancora scoprire il suo mondo!

  • Il favoloso mondo di Dajana!

    Il favoloso mondo di Dajana!

    Oggi vi porto nel mondo di Dayana: un mondo colorato, pieno di animali di ogni tipo, di allegria, di risate di bimbi e di natura. Non siamo in alta montagna, ma ai piedi della Valle Varaita, precisamente a Venasca (Cuneo).

    Dayana è una ragazza solare, giocosa che fin dalla tenera età ha in sè la passione per i cavalli, la sua è una vita tra zoccoli, criniere arruffate e musi morbidi. Una passione che l’accompagna tutt’oggi , ma non più come in tempo!

    Orginaria di Envie (Cuneo), dove vive con la sua famiglia per lungo tempo, si trasferisce a Saluzzo dove frequenta le scuole superiori. Al termine inizia la scuola professionale da parrucchiera, ispirata dalla mamma che da sempre fa questa professione e, dopo un tirocinio presso un negozio di Venasca, lo acquista e si trasferisce in questo paese.

    Il lavoro da parrucchiera non è quello che Dayana ha nel cuore: a casa l’aspettano dieci cavalli e nel tempo libero continua a coltivare la sua passione, ad organizzare gare, a dare lezioni di equitazione. Una vita molto impegnativa.

    Per caso entra in contatto con una persona, desiderosa di cedere il proprio maneggio, e così Dyana, a 23 anni non se lo fa ripetere due volte e lascia il suo vecchio lavoro per fare il suo grande salto nel buio! A settembre 2009 le sue mani non affondano più tra i capelli, ma, finamente, si occupano a tempo pieno di strigliare, accarezzare e accudire i suoi cavalli!

    La sua specialità è il salto ad ostacoli e dal 2012 inizia la sua attività da agonista. Si impegna in gare, corsi, lezioni! Per lei iniziano quelli che definisce i “migliori anni della sua vita”. Questa tenace cavallerizza, ha sempre portato avanti da sola la sua attività, amando il mondo del cavallo e tutto ciò che questo rappresenta. Ancora oggi dà lezioni, ma si accorge, piano piano, nel corso degli anni che il mondo dell’equitazione è cambiato molto.

    Dayana è cresciuta nella vera scuola di equitazione, dove si imparava tutto del mondo del cavallo, dove vigeva una disciplina, dove amore e passione erano la parola d’ordine ed erano autentiche. Lei ricorda anche 15 ore a pulire box, a strigliare i suoi animali, a interagire con loro vivendoli a 360°! Ora non è più così, spesso tutto si riduce a qualche ora in maneggio, a qualche incontro che poi finisce in poche lezioni, pochi coltivano la vera passione ed entrano nel mondo degli equidi con la stessa motivazione che lei aveva in giovane età! Tutto questo le fa lasciare in parte il mondo del cavallo ma per ampliarlo con molti altri animali.

    Dayana ama gli animali, sono esseri che gli danno serenità, hanno qualcosa che nessuno le riesce a dare e quando è in mezzo ai suoi animali , dimentica tutti i suoi problemi. Per caso nel 2021 entrà in contatto con il mondo degli Alpaca, e compra la sua prima coppia. In pochi anni il gruppo si allarga ed ora sono 10 ed è felicissima della sua scelta.

    Perchè gli Alpaca? Le ho chiesto incuriosita. “Sono animali che possono entrare in contatto con molte persone” mi dice “Perchè non fanno paura, sono mansueti, molto riservati e buffi”

    Dayana oggi propone delle bellissime passeggiate nel bosco con gli Alpaca, la durata é di circa un’ora e i clienti prendono parte anche alla preparazione degli animali. Si tratta di un percorso semplice, divertente, di un’esperienza unica che permette di entrare in contatto con questi buffi animali. Per informazioni si possono trovare su Instagram: http://www.instagram.com/dajana_curatolo

    Seguendo il consiglio di Dayana mi sono seduta nel prato ad osservare il gregge di Alpaca che pascolava sereno. Mi sono sentita in pace con il mondo, questi animali sono pacifici, mansueti e tolleranti. Per entrare in sintonia e conquistare la loro fiducia occorre tempo, pazienza e costanza. Una relazione che deve essere costruita passo a passo e che Dayana con il suo fare gentile, paziente è risciuta ad ottenere, anche perchè se no, non potrebbe lavorare con loro.

    Oggi Dayana continua a fare tantissime cose: non ha abbandonato del tutto le lezioni di equitazione, continua a fare i battesimi della sella e ad accudire i suoi cavalli e quelli che tiene in pensione. Nella sua fattoria, oltre che agli alpaca, ci sono tantissimi animali che si possono conoscere, con delle visite guidate.

    Una volta alla settimana fa attività con i ragazzi disabili di un centro diurno, che ormai sono diventati di casa, e che hanno imparato ad amare tutti gli animali della fattoria.

    Dayana è mamma di un bellissimo bimbo, di sei anni, che da grande sogna già di aprire uno zoo, che ama la vita in mezzo alla natura tra gli animali. Anche il marito di Dajana, Andrea, che fa l’idralico, asseconda questa scelta, anche perchè Dayana è così, non si può cambiare, ma è speciale così con tutto il suo amore per i cavalli, per gli animali in generale.

    Nel suo favoloso mondo mi sono persa e sono stata bene, perchè, come lei, spesso ho preferito la compagnia degli animali, in quanto autentica, disinteressata e, in qualche modo, terapeudica. C’è stato quel feeling che spesso si trova con un amica che condivide la stessa passione.

    Qualche ora nell’azienda di Dayana e non si può che dimenticare i problemi personali, trasformandoli in risate e spensieratezza.

    Una frase di Milne dice: ” Ci sono persone che parlano con gli animali. Poche persono però li ascoltano. Questo è il problema!” Mi è sembrata la frase giusta per descrivere come Dayana, la sua sensibilità, i suoi occhi sinceri e il suo modo accogliente e allegro, sia capace di parlare con gli animali, di portare chi entra nel suo mondo, a contatto con queste splendide creature, spesso maltrattate o poco amate, trasformando qualche ora in sua compagnia, in un’avventura bellissima!

    La storia di oggi racconta di una ragazza che ha scelto di fare ciò che più desiderava per essere felice. Racconta di una mamma che dà al suo bimbo una vita nella natura circondata da animali. Fa conoscere un’instancabile donna che, quando ha il cuore pesante e una mente affollata di pensieri, si immerge anima e corpo in mezzo ai suoi animali ritrovando la pace e la serenità di cui tanto tutti necessitiamo.

    Spero di lasciare nei miei lettori la voglia di entra nel Favoloso mondo di Dajana, per conoscere la sua fattoria con tutti gli animali o partecipare a una delle tante attività che propone. Sono certa che sarà una bellissima esperienza!

    Alla prossima settimana con un’altra storia di gente comune con una vita speciale!

  • Chicco e Ferru i birrai itineranti contro corrente!

    Chicco e Ferru i birrai itineranti contro corrente!

    Se vai nel piccolo comune di Melle, in Valle Varaita, non puoi non “inciampare” nell’officina Antagonisti”, un locale giovane, fatto da giovani che però è frequentato da tutte le età!

    Il progetto “Antagonisti” nasce nel 2012 da due nomi: Chicco e Fabio. Chicco,originario di Melle (CN) e Fabio di Rossana (CN), entrambi molto legati al loro territorio di origine. Due ragazzi affini, con la birra nel cuore, che si allontanano dalla montagna per poi ritornare e farla rivivere.

    Enrico Ponza, detto da tutti Chicco, frequenta il liceo e da subito inizia a lavorare come apprendista presso il birrificio artigianale “Boero” il primo delle sua Valle, la Valle Varaita. Frequenta l’Università con una laurea triennale in Tecnologie Agroalimentari e poi inizia a lavorare a Torino come birraio presso un’importante azienda.

    Fabio, detto Ferru, lavora nella ferramenta di Venasca, ma fin da subito capisce che in lui batte un cuore da birraio. Dopo la ferramenta, anche lui, inizia a fare esperienza come birraio presso un prestigioso birrificio di città.

    Per un lungo periodo continuano ad essere amici, a frequentare Melle e a mettere, nella loro valigia personale, tutta l’esperienza necessaria per entrare nel mondo della birra.

    Ciò che più contraddistingue questa storia è l’amicizia tra Chicco e Fabio, due giovani con le idee comuni, la voglia di emergere e di mettere nel loro futuro la birra. Nel 2012 con il camper dei genitori di Chicco, partono per un viaggio che cambia totalmente le loro vite:destinazione Belgio e le fabbriche di birra. In questo viaggio scoprono i microbirrifici. Entusiasti, giovani e pronti a prendere il volo, al ritorno decidono di iniziare a produrre la prima birra. La produzione inizia presso terzi con le loro ricette e la vendita esordisce alle feste di paese.

    L’entusiasmo era alle stelle. In paese molte attività avevano chiuso e di qui arriva l’idea geniale: nel 2012 nasce il “Birroschio”, ovvero un chiosco estivo di montagna, dove si può bere birra e mangiare prodotti del territorio. Un inizio in salita, senza molti soldi, infatti il locale viene costruito utilizzando le panche della chiesa, gentilmente donate dal parroco. Un inizio nella piazza meno visibile di Melle, ma un luogo dove la birra degli “Antagonisti” inizia a prendere la sua identità e che la gente inizia a conoscere.

    Per due anni entrambi continuano il lavoro in città, ma l’estate seguono “il Birroschio” e piano piano il paese ritorna vivo, iniziano ad arrivare i primi guadagni e diventa necessario aprire un locale al chiuso, dove poter servire le birre e piatti caldi. Nel 2013 inizia a prendere forma “Officina Antagonisti”, un locale in centro paese, che viene ristrutturato con amore e fatica da Chicco e Ferru. Il loro locale non poteva nascere in un altro posto!

    Nel 2014 apre le porte il loro Pub: pochi tavoli ma tanta voglia di servire le birre. Un locale che piano piano, passo dopo passo, con le sue forze, arriva fino ad oggi dove entrando si respira accoglienza, arriva profumo di ottimo cibo e si odono chiacchiere e risate!

    Ancora oggi, gli Antagonisti, fanno produrre le birre a terzi utilizzando le loro ricette. Perchè questa scelta? Inizialmente era stata presa per una questione economica, non c’era la possibilità di costruire un birrificio, ma con il tempo è diventata uno stile di lavoro che permette a Chicco e Fabio, e tutto lo staff, di portare avanti tante attività che rendono il piccolo paesino di Melle vivo ed aperto al mondo. Scegliere vari birrifici inoltre, permette di avere scambi importanti con molti mastri birrai e di presentare ai propri clienti birre speciali e di ottima qualità, meritevoli di riconoscimenti!

    Qualcuno potrebbe pensare che, con l’apertura del locale, per Chicco e Ferru fosse finito il viaggio, ormai l’obiettivo era raggiunto, invece è stato un inizio!

    “Gli Antagonisti” non sono una piccola realtà chiusa ma un sole lucente con tanti raggi che arriva ovuque a destare gli animi montanari più chiusi. Un gruppo di giovani che trova il modo di collaborare con la Valle, perchè si è resa conto che le collaborazioni sono fondamentali per sopravvivere, per crescere in una comunità che si sostiene e collabora.

    Era da tempo che volevo conoscere la storia di questo locale e di come era riuscito a rianimare una frazione di montagna. Ad accogliermi, e raccontarmi questo viaggio, è stata Giuliana, la responsabile della comunicazione. Una sua frase mi ha colpito particolarmente: ” In montagna non bisogna rivolgere tutto a chi arriverà, prima bisogna pensare a chi c’è, a chi la vive tutti giorni!” Non avevo mai pensato a questo, ma girando per il piccolo comune alpino e vedendo le tre attività che gestiscono questi ragazzi, tra cui il bar del paese, che da tempo non c’era più, mi sono resa conto di come le sue parole siano state giuste e reali e di come, “coccolare i residenti” sia un ottimo modo per mantenere viva la montagna.

    “Ruttiamo idee dal 2012” il motto di questo gruppo! La birra è ciò che porta questa piccola realtà nel mondo mentre loro restano tutti con le salde radici a Melle, in montagna. “L’unico modo per tornare era creare qualcosa di nuovo, lo abbiamo fatto ed è nato il progetto “Antagonisti” :questa frase spicca sulle scatole della birra!

    Oggi “Gli Antagonisti” sono tante cose! Ci sono ancora i due ragazzi, che come dice il termine, sono andati controcorrente, mentre tutti lasciavano la montagna e sono ritornati creando e aprendo una finestra sul futuro, quattro mani che continuano a lavorare e investire nel loro progetto, C’è una giovane squadra, responsabilmente folle, che vive e lavora in montagna per scelta. Un ostello, ricavato dalla vecchia scuola elementare che apre le porte al mondo.

    Un bar di paese “Fioca”, neve in italiano, dove si gusta birra e un favoloso gelato e dove spesso si ritrovano gli anziani del posto.

    Una birreria ristorante, da poco nominata nella Guida “Osterie d’Italia”, dove la sensazione di stare tra amici e la voglia di ritornare che nasce nel cliente, sono i segreti per il successo dell’Officina Antagonisti”.

    Dal 2022 sono anche un orto, dove si producono le verdure per il ristorante, si sperimentano nuove colture, si creano e si inventano collaborazioni!

    Avrei voluto presentare tutte le birre di questo splendido progetto, ma le trovate nel dettaglio sul loro sito: http://www.antagonistimelle.com . Vi volevo far conoscere una ad una le persone che compongono la splendida squadra che popola questa borgata, insieme a Chicco e Fabio, ma potete vedere le loro gesta su instagram: http://www.instagram.com/antagonisti_melle

    Una storia che ho avuto il piacere di raccontare, che ho amato conoscere perchè mi farà bere con più gusto la birra che trovo a Melle, un racconto che mi fà apprezzare il gelato che servono nel “Bar Fioca” , ma soprattutto una storia che vuol dire che l’unione fa la forza, che se ci credi i sogni diventano realtà, che se usi le mani e la testa i soldi non sono tutto per iniziare.

    Si può partire da un esempio come questo per credere che la montagna è ancora viva, che i giovani ci possono vivere e che una buona birra in compagnia è sempre un’idea vincente!

    Al prossimo lunedì con un’altra storia!

  • Rebecca e le sue “Torte dislivello” prodotte in alta quota!

    Rebecca e le sue “Torte dislivello” prodotte in alta quota!

    Quando nasci in una famiglia di montanari nel tuo cuore non può che esserci la montagna, la neve, il profumo di pascoli fioriti, l’aria fresca che ti sfiora il viso mentre la tua anima si apre verso le cime innevate. Rebecca vive da sempre in montagna, precisamente a Limone Piemonte (CN), in Valle Vermenagna, ed è qui che ci sono le sue radici, è qui che lavora insieme alla sua famiglia, ed è qui che nascono le sue meravigliose torte, ma andiamo per ordine, perchè questa storia parte da lontano!

    Dove un tempo, da ragazzino, il papà di Rebecca, grande alpinista e uno dei primi maestri di sci di Limone Piemonte, portava le mucche al pascolo, dal 2005 sorge “Le Marmotte”, un bellissimo chalet, costruito da zero, un bar ristorante che da 17 anni questa famiglia gestisce con amore, passione e attenzione verso il cliente. Un accogliente posto, ricco di ricordi famigliari appesi a tutte le pareti, dove ti senti a casa, confortato dal caminetto acceso e dai sorrisi d’inverno, invitato a restare con il sole e le cime che contornano il posto, in estate. Si trova a 1800 mt di altezza. In questo periodo, per raggiungerlo, occorre la motoslitta, un camminata con le ciaspole o la seggiovia.

    Per raggiungere questo posto meraviglioso e conoscere Rebecca nel suo ambiente ed ascoltare la sua storia, sono salita su una motoslitta, la stessa con cui, quotidianamente, vengono portati i rifornimenti allo chalet. Sono stata accolta da questa giovane donna, solare ed allegra, con molto entusiasmo. Nei suoi occhi c’è la voglia di fare ancora tante cose, ai suoi piedi gli immancabili sci per raggiungere il suo posto di lavoro, e sulla sua schiena lo zaino con gli ingredienti che le servono per le torte. Il suo posto di lavoro lontano, scomodo, estremo, ma dove da anni c’è parte del suo mondo!

    Entrare nel mondo di Rebecca è stato bellissimo: la sua energia mi ha avvolta, le sue torte mi hanno regalato sapori di un tempo ed ascoltandola raccontarsi mi sono sentita felice, coinvolta!

    Rebecca nasce nel 1990, vive da sempre a Limone Piemonte (CN) Finito il Liceo Classico di Cuneo, indecisa su che università frequentare, lavora per un anno in Nuova Zelanda, dove trova occupazione in un ristorante italiano. Questa esperienza la aiuta umanamente e la fa crescere. Torna in Italia con le idee chiare e si iscrive alla triennale di lingue. Si trasferisce a Torino, ma nel week-end e nelle vacanze, torna sempre a casa per aiutare la sua famiglia. Per lei, la famiglia e lo chalet sono sempre stati un un punto di riferimento e lo sono tutt’ora.

    Dopo la laurea e due master, alcuni stage la portano in varie aziende fino ad arrivare, nel 2016, alla General Motors a Torino dove, viste le sue ottime capacità nella gestione delle risorse umane, le viene offerto un contratto, ma Rebecca rifiuta, perchè per lei un lavoro in un ufficio è impensabile! Dalla sua scrivania vede le montagne e, solo ora che è lontana, si rende conto di quanto lo chalet e il lavoro che la sua famiglia porta avanti, che con sudore e fatica ha costruito e creato e che fa parte della loro vita, siano per lei motivo di ritornare!

    Torna sulle sue montagne ed inizia a lavorare con i suoi genitori a tempo pieno. Non è più un aiuto sporadico, nel fine settimana o al bisogno, ma diventa una scelta, il futuro, una strada che conosce e già percorre, ma di cui ora diventa parte integrante.

    Per Rebecca si tratta di un nuovo punto di partenza. Non resta ferma, brillante ed ambiziosa, decide di trovare uno spazio solo suo nell’azienda di famiglia e così, appasionata cuoca di dolci, ricava il suo piccolo laboratorio proprio presso lo chalet. A luglio 2022 inizia la sua produzione delle sue “Torte d’alta Quota” e nasce il marchio “Dislivello”! Torte prodotte a 1800 metri di altitudine!

    Ho chiesto a Rebecca perchè questa scelta. La risposta è stata semplice. Ama le sfide e vuole lanciare un messaggio forte e concreto: si può produrre in montagna perchè significa farla vivere! I suoi prodotti arrivano in città, ci sono alcuni punti di consegna per i suoi clienti, ma dentro hanno il cuore delle montagne!

    Le torte che produce Rebecca seguono la stagionalità delle materie prime, e sono davvero ottime. Farine selezionate, ingredienti di ottima qualità e locali, hanno una scadenza breve, perchè non hanno conservanti, vengono ordinate, sfornate e consegnate. Sono tutte da assaggiare e condividere!

    “Dalle cose peggiori nascono quelle migliori” mi dice Rebecca mentre siamo nel suo laboratorio. Mi spiega che “Dislivello” arriva dopo due anni di chiusura invernale, post covid, dove era necessario trovare qualcosa da produrre tutto l’anno e le torte sono state l’idea vincente! Perchè? Sono già una sua specialità, portano la montagna in giro per il mondo, le consentono di restare con la sua famiglia!

    Per creare un marchio ci vuole un nome e “Dislivello” arriva dopo un ragionamento molto semplice e chiaro di questa montanara temeraria. Per capire le difficoltà in montagna non serve parlare di chilometri da percorrere, ma è meglio capire il dislivello, che rente tutto più chiaro, ci fa capire la vera difficoltà di un escursione. Una “Torta Dislivello” porta in sè tante difficoltà di produzione, ma regala montagna, sapori veri, la storia di una famiglia e la forza di Rebecca che vede in questo marchio il suo futuro.

    Puoi trovare le “Torte Dislivello” su instagram: http://www.instagram.com/torte_dislivello o sul sito, per ordini on line ; http://www.dislivello.com

    Chi è oggi Rebecca? Questa giovane donna montanara non è solo la produttrice delle “Torte Dislivello”, ma dal 2019 è anche il vicesindaco di Limone Piemonte. Crede nel territorio in cui vive da sempre e con il suo modo di essere, la sua caparbia, la sua scelta , è il vero esempio di chi crede nella montagna e può fare qualcosa per continuare a farla vivere.

    Nelle torte di Rebecca c’è la sua semplicità, ci sono gli insegnamenti della mamma inglese che non faceva mai mancare la torta fatta in casa, c’è la vita in montagna e per la montagna, c’è una donna che vede i giovani ritornare in quota e che sogna che il suo marchio possa diventare un progetto a sostegno del popolo delle terre alte.

    Io la torta che mi ha regalato Rebecca, l’ho gustata così: davanti al caminetto con un te caldo. Ad ogni boccone ho pensato a questa splendida donna, a dove questa torta viene sfornata, al significato che può avere per un territorio che spesso si dimentica e si abbandona per le difficoltà che richiede.

    Certe volte sono le piccole cose a diventare un inizio, le persone semplici a fare la differenza e a portare un messaggio di rinascita.

    Sono certa che il “Dislivello” di Rebecca ,appena iniziato, la porterà in cima dove soddisfatta gusterà un pezzo della sua torta, brindando alla realizzazione del suo progetto! Al prossimo lunedì con un altra storia speciale e buon 2023!

  • La piccola storica creperie di montagna!

    La piccola storica creperie di montagna!

    Ci sono dei posti a cui sono particolarmente legata, dei posti che sembrano esistere da sempre. Il piccolo locale, di cui vi voglio raccontare oggi, è uno di questi. E’ un posto che profuma di montagna, risate e passato. Un posto che mi ricorda l’infanzia e l’estate, ma anche Natale e la neve: perchè è meraviglioso in tutte le stagioni dell’anno. Un locale che da trent’anni offre ai suoi clienti il suo delizioso piatto forte: le crepes!

    È da tempo che frequento questo posto, anche perchè si trova in Valle Stura, in frazione Strepeis, Bagni di Vinadio – Cuneo ed ogni volta che sono entrata mi sono sempre sentita accolta e due chiacchiere con Mario, il titolare, non sono mai mancate! Però, mai mi ero soffermata a conoscere la sua storia. Questo viaggio tra le montagne mi ha aperto le porte tra passato e presente ed è in luoghi come questo, dove la mia memoria antica si affaccia, che vivono e resistono da decenni, nonostante tutto, che mi piace soffermare la mia attenzione, per farli conoscere in un modo diverso da chi , da sempre li frequenta ma non si è mai chiesto chi c’è dietro!

    La storia di questo locale parte da lontano ed arriva fino ad oggi incrociando tante vite. Se entri in Creperie, oggi, ad accoglierti ci sono Desy e Mario.

    Desy è una ragazza solare, empatica, che ama il contatto con la gente, lavora in creperie dal 2016. Conosce i Bagni di Vinadio da tempo, perchè spesso ci trascorreva qualche giorno di vacanza. Originaria di Torre Mondovì (CN) la sua settimana era davvero impegnativa: al mattino teneva la contabilità per un idraulico, al pomeriggio dava ripetizioni di matematica e nel week end lavorava presso un agriturismo come cameriera.

    Nel 2015, single e stanca, cerca un luogo dove poter trovare pace e relax e si ricorda di quel piccolo paesino di montagna, della Valle Stura, dove spesso trascorreva momenti sereni. La sua voglia di montagna, di natura, di passeggiate solitarie nel silenzio la porta a ritornare nella creperie e qui ritrova Mario, un tempo l’uomo dietro alla piastra delle Crepes, ora la persona con cui inizia una relazione e con cui troverà una nuova vita.

    Nel 2016 il salto nel buio e la decisione di rimanere a vivere in montagna, con Mario, e di gestire con lui la piccola creperie. Un cambio incentivato dal lasciare alle spalle un vita faticosa, monotona e molto impegnativa. Ora Desy ha trovato il suo spazio! Non ha faticato a sentirsi a casa, perchè è Mario a farla sentire nel posto giusto.

    La stanchezza di un lavoro che spesso la obbliga a molte ore di servizio senza riposo viene cancellata dalla possibilità di vivere in montagna, camminare, trovare pace e serenità nella tranquillità più assoluta, che solo l’ambiente montano può dare in certi periodi dell’anno.

    Desy e Mario sono una coppia strana. Lei allegra, cordiale , pronta alle chiacchiere e dispensatrice di sorrisi per ogni cliente. Mario più taciturno, alcune volte immerso in mille pensieri, apparentemente distaccato, ma alle sue spalle tanta strada percorsa! Ci sono trent’anni di vita in questo posto.

    Trent’anni che lo hanno visto crescere, mettere radici, sposarsi, diventare papà, perdere la donna che amava in un incidente in montagna, ricostruirsi da capo, dopo il dolore e con due figli piccoli da crescere, ma rimanere al suo posto, a fare crepes nonostante tutto!

    La creperie nasce come bar/discoteca nel 1985. Inizia la sua vita come luogo di aggregazione, svago e ritrovo della Valle. Nel 1987 diventa creperie e rimane così fino ad oggi.

    Nel 1989 Mario dalla Liguria, si trasferisce in questa località, per vivere nella casa del papà, mancato prematuramente mentre lui era appena diciassettenne. Mario nasce al mare, a Sanremo, ma da sempre frequenta la montagna! Il papà cacciatore si innamora della Valle Stura, ed acquista una casa ai Bagni di Vinadio, in cui Mario deciderà poi di vivere. Qui conosce Eliana, inizia a lavorare con lei nella creperie e si ferma iniziando la sua vita montanara. Nel 1993 si sposa, poi arrivano due splendidi figli, che ancora oggi vivono in questo posto. Tutta la famiglia vive su questo locale, piano piano i clienti diventano amici e la creperie nel corso degli anni diventa un posto conosciuto da tutti.

    Ci sono molte persone che partono dalla città per gustare una crepes in questa piccola perla, perchè si mangia vista montagna, perchè d’inverno un caldo caminetto scalda il cuore e magari, se nevica, tutto diventa ancora più magico e romantico.

    Sono anni che questo posto resiste, che va avanti nonostante tutto, che le crepes sono sempre ottime e speciali. Con il tempo, Mario, ha migliorato la ricetta garantendo un prodotto croccante fuori e morbido dentro. Le materie prime utilizzate sono sempre di prima qualità e scelte da fornitori locali.

    Mario con passione da 30 anni prepara le sue crepes, ormai conosce la ricetta, i gesti, i tempi di cottura come le sue dita, ma ciò che conta è che, nonostante sia passato così tanto tempo, questo lavoro ancora lo appassiona tanto da avere voglia di sperimentate nuovi ingredienti e nuovi impasti.

    C’è un menu davvero fornito, con gusti dolci e salati. Si possono gustare ottime birre, tisane particolari e gelati. La creperie si trova anche su instagram: http://www.instagram.com/bar_creperie_strepeis .Si tratta di un locale piccolo, per essere sicuri di riuscire a gustare le favolose crepes è meglio prenotare a questo numero 392 0334632

    Ci voleva un vento nuovo perchè la creperie continuasse la sua strada. Un vento colorato ed accogliente come il sorriso di Desy che si doveva incontrare con quello esperto e tenace di Mario, perchè insieme sono tutto ciò che rende questo posto perfetto così com’è da trent’anni.

    Una frase di Luigi Pirandello dice: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io!” Parole perfette per capire come questo posto che è diventato la vita di Mario, la sua storia, il suo passato ed ancora il suo presente, possa in qualche modo averlo cambiato, e reso l’uomo che oggi spesso dietro al suo sguardo serio, nasconde sofferenza e tristezza.

    Ho scelto la foto di una crepes semplice, senza guarnizioni esterne, ma che al suo interno nasconde un cuore di cioccolato che, dal primo morso, risveglia il tuo palato e ti porta in un mondo di dolcezza, proprio come Mario, che dentro ha un cuore immenso.

    Tornerò come ogni anno in questo posto, continuerò a gustare il piatto forte del locale, a salutare Mario e Desy, a mangiare con lo sguardo rivolto alle montagne ricordando i tempi in cui salivo con i miei nonni per gustare la “Grolla dell’Amicizia”, un caffè particolare servito in una tazza con tanti beccucci. So che qui troverò amicizia, ricordi, il sorriso di Desy e le ottime crepes di Mario, come sempre!

  • Un famiglia, una casa…un ristorante!

    Un famiglia, una casa…un ristorante!

    Una bellissima tavola apparecchiata davanti ad un finestra con vista montagne, il tepore rassicurante di una stufa accesa, il calore del legno e la magia dell’accoglienza: ecco cosa ho percepito entrando, per la prima volta, in una casa che offre ospitalità rurale.

    Come sono arrivata qui? Ora ve lo racconto. Certe volte le idee migliori nascono a tavola e spesso nelle cene tra amici. Questa storia inizia da un momento di convivialità, una cena dove, ospiti felici e appagati dal buon cibo, suggeriscono l’idea di legare la passione per la cucina di Katiuscia alla voglia di ospitalità di tutta la famiglia, creando un ristorante casalingo e aprendo le porte al mondo.

    Siamo in Valle Pesio, per l’esattezza nel comune di Peveragno (Cuneo) ed è qui che Katiuscia, Denis, Margherita, Beatrice e Cecilia hanno aperto le porte della loro casa.

    Come mi spiega Margherita, la figlia più grande, “Abbiamo aperto un “Ristorantino in casa” e ci sono volute un po’di prove per capire se era la strada giusta! Ascolto con piacere le parole di questa bimba posata e attenta, perchè questo è un progetto di tutta la famiglia!

    Facendo tesoro di critiche e consigli e migliorando gli sbagli, piano piano il piccolo ristorante casalingo ha preso forma e a maggio 2022 è nato “Cat Galine e un Gal” ovvero “Quattro galline e un gallo”. Un locale che offre ospitalità rurale facendo mangiare gli ospiti nella propria dimora.

    Un giardino fantastico contorna la casa e diventa accogliente e unico per l’ospitalità in estate, mentre in inverno è la cucina della casetta verde a trasformarsi nel confortevole ristorante dove pochi ospiti possono gustare ottimo cibo, allegria e lasciarsi andare. Tutto è curato, studiato, creato per far sentire l’ospite a proprio agio e disinvolto, nonostante si entri in una casa privata. Tutto questo avviene una volta alla settimana, solitamente il venerdì, e solo per massimo di dieci fortunati ospiti.

    Conversiamo mentre si mangia ed è come essere a casa. Un’atmosfera unica e dopo poche chiacchiere e sciolto l’imbarazzo iniziale, è come conoscersi da sempre. E così mi faccio raccontare la loro vita.

    Denis fa l’agricoltore, subentrato al papà, nell’azienda di famiglia, coltiva piccoli frutti e parte dei suoi prodotti vengono utilizzati a casa per cucinare squisiti piatti agli ospiti. Nel tempo libero si diletta nella lavorazione del legno, sotto casa il suo regno: il laboratorio! Qui, con mani che paiono magiche, nel periodo di riposo per l’agricoltura, riesce a creare mobili, mensole, oggetti speciali. Si tratta di un uomo calmo, riflessivo, la parte che più dà la quiete nella famiglia. Scopro che molte cose che vedo in giro per casa sono state fatte proprio da lui.

    Anche Katiuscia fa un altro lavoro: l’infermiera. Per lei accogliere, rassicurare e coccolare sono parte di lei. Un lavoro che ama, che per 15 anni svolge in Ospedale, ma che negli ultimi anni la impegna meno, essendo libera professionista. Il suo non è un futuro da ristoratrice, mi dice, per lei cucinare è un vero piacere e, fatto per pochi e per poco, senza togliere tempo alla sua famiglia, è qualcosa che la completa e le permette di dare spazio alla sua creatività.

    Ciò di cui va molto orgogliosa Katiuscia, è il suo orto! Un piccolo paradiso, solo suo, di cui si occupa con cura e dedizione e da cui ricava molti ingredienti per la sua famiglia e per gli ospiti. Qui tutto pare studiato, speciale e da scoprire!

    La casetta sorge vicino alla vecchia casa di famiglia di Katiuscia, che è vissuta in questo posto. Un tempo i terreni che la circondano erano campi di fragole (Peveragno è famoso per la produzione di piccoli frutti). Costruire casa in questo posto è stato inevitabile, il panorama è stato un ottimo motivatore: circondati dalle montagne nelle giornate serene è un luogo meraviglioso.

    Se ci sono pochi ospiti, e questi lo gradiscono, il pasto viene condiviso se no le chiacchiere vengono riservate per il dopo cena, insieme al dolce, accoccolati sul divano. I primi frequentatori di questo posto sono state coppie a cui veniva proposto un aperitivo senza scarpe sulla coperta in giardino, ed una cena romantica, sul tavolino vicino al laghetto. Insomma qualche ora di assoluto relax dove ci si poteva meravigliare con poco.

    Poi si sono avvicinate le famiglie e così , in questo caso, i bambini mangiano prima e poi possono giocare con le bimbe di casa, nella stanza dei giochi o, in estate, sulla casa sull’albero! Per mamma e papà una serata diversa, di relax, ma con i bimbi vicini! Questa famiglia ha il dono dell’accoglienza e con questo progetto tutti sono felici di poter fare nuovi incontri.

    Il menù non è fisso: a chi prenota viene richiesto se ci sono esigenze particolari ed in base a questo viene sempre proposto un aperitivo di benvenuto, due antipasti, della pasta fatta in casa come primo, un secondo con contorno , dolce, digestivo e caffè! Direi un perfetto menu da ristorante e poi io ho gustato la cucina di Katiuscia ed è davvero super!

    Un cucina semplice, fatta di prodotti dell’orto o da ingredienti di piccole aziende agricole locali. Una cucina fatta con attenzione, dove in ogni piatto c’è armonia di sapori, gusti che si intrecciano a chiacchiere e convivialità e tutto l’amore che Katiuscia mette per i suoi ospiti.

    “Ciao io sono Margherita, ho 9 anni e sono la figlia di Katiuscia, la cuoca. Vi vorrei raccontare un segreto molto importante. Guardatevi intorno: cosa vedete di affascinante? Io vedo colori, piante, fiori, felicità e amore. Quando vi siederete sentirete profumo di legno e cibi squisiti, preparati con affetto e amore da Kati. Kati ha un segreto, se i cibi sono buoni significa che è stata aiutata da madre natura…

    Un piccolo quaderno, che inizia con le parole di Margherita, racchiude le emozioni, le sensazioni e i complimenti degli ospiti che sono stati in questo piccolo mondo semplice. Sfogliandolo non ho potuto che avere conferma di tutto ciò che ho provato passando qualche ora con questa meravigliosa famiglia.

    Molti iniziano a conoscere questo locale, molti clienti curiosi ma anche persone desiderose di un posto informale dove buona cucina si mischia con chiacchiere autentiche e risate di bimbi. Se vuoi avere informazioni o prenotare trovi tutto su instagram: http://www.instagram.com/4_galine_e_1_gal o a questo numero di telefono: +39 3423230378

    Non si tratta di un ristorante, ma di accoglienza rurale, quindi tempi e modi sono scelti dalla famiglia. Se dovrai aspettare per provare questa bella esperienza, non temere sarà ancora più meravigliosa!

  • Semplicemente Romina e Simone!

    Semplicemente Romina e Simone!

    Questa storia inizia con una porta aperta che mi ha accolta, una porta che si è già aperta per molte persone e che si trova in un luogo isolato ma pronto ad ospitare il resto del mondo, una porta che si apre verso un piccolo paradiso montano che ha catturato il cuore di due giovani viaggiatori, che per amore della montagna, e del territorio in cui sono nati, hanno messo radici.

    Oggi vi racconto la storia di Romina e Simone, due ragazzi che hanno scelto di vivere in una piccola borgata alpina della Valle Pesio, precisamente a Tetti Caban – in Frazione Vigna (Cuneo)

    Chi sono Romina e Simone? Adesso ve lo racconto! Romina, è una ragazza solare, semplice, empatica, originaria di Trinità, un piccolo comune della provincia di Cuneo. Nasce in una famiglia contadina molto numerosa, di sette figli. Vive la sua infanzia in un contesto agricolo e da sempre ama gli animali. Frequenta Ragioneria e, terminati gli studi, lavora per sette anni in un’assicurazione come impiegata.

    Conosce Simone, per caso, ad una festa di paese, il classico amore a prima vista ed inizia a frequentarlo. Certe volte il destino ci porta a conoscere la persone che cambierà la nostra vita e così è stato per Romina.

    Simone, è un ragazzo deciso, impulsivo, con le idee chiare in testa. Arriva da Fossano (Cuneo), e dalla più tenera età fino ai 15 anni, cresce in un ambiente montano, frequentando spesso la casa di montagna di famiglia , in Valle Gesso sia d’estate che d’inverno.

    Il 6 gennaio 2001 chiede come regalo una macchina fotografica, e qualcosa inizia a scorrere nelle sue vene: sono immagini. Inizia ad amare ciò che vede attraverso il suo obiettivo, fotografa temporali, nevicate, ama da sempre la dama bianca e la meteorologia. Dietro ad ogni scatto sembra che possa fermare il tempo, la fotografia diventa la sua passione. In lui però persiste l’idea di andare a vivere in montagna, lascia l’università a pochi esami dalla laurea ed inizia a lavorare sugli impianti da sci dove per un periodo fa l’impiantista e poi diventa fotografo di una nota località sciistica alpina.

    Grazie alla fotografia e al suo talento, arrivano per lui varie esperienze, tra cui una in Australia, ma è come se qualcosa lo chiamasse sempre a casa, nella sua terra d’origine.

    L’incontro con Romina, cambia qualcosa in Simone, e tra loro, oltre che una relazione, nasce una collaborazione lavorativa che sfocia in un lavoro a tempo pieno per entrambi. Il 31 gennaio 2019 Romina lascia il suo lavoro da impiegata e parte per la sua avventura con Simone.

    A Febbraio 2019 nascono IDUEVAGAMONDI , inizia per questa coppia un periodo di viaggi per il mondo, di esperienze meravigliose, di panorami mozzafiato racchiusi nelle loro foto, commissionate da agenzie e enti turistici. Uno degli ultimi viaggi della coppia è stato in Patagonia: tre settimane immersi nella natura più estrema, ma si rendono conto che, nonostante abbiamo tutto per essere felici, gli manca l’Italia, sentono nostalgia delle montagne dove sono cresciuti, delle tradizioni, del cibo di tutto ciò che fa parte delle loro origini.

    Al rientro in Italia la decisione comune é una soltanto: trovare una casa in montagna! I pareri però sono discordanti: Simone vuole restare isolato, vuole silenzio, panorama e almeno 1500 metri di altitudine, mentre Romina cerca una montagna più accessibile, pronta ad ospitare e più semplice per un eventuale arrivo di prole.

    Dopo una ricerca durata parecchio tempo, difficile e a volte scoraggiante, finalmente arriva TETTO CABAN. E’ bastato vedere un tramonto sul Monte Marguareis, per convincere entrambi che quella era la casa perfetta!

    Perchè fermarsi nonostante una prospettiva di vita che per molti sarebbe un sogno? Perchè questi ragazzi vogliono usare il loro talento per far conoscere le montagne in cui sono nati, i meravigliosi posti che offre la provincia di Cuneo, che non ha nulla a che invidiare con montagne in cui sono stati. Oggi il lavoro da fotografi è quasi scomparso, i viaggi se li concedono solo per occasioni da non perdere, ma è il mondo ad andare da loro e questo li basta!

    Fin da subito hanno condiviso la loro vita con il resto del mondo, perchè erano semplicemente felici di non essere più nel bilocale di città, ma di avere intorno natura e silenzio. I loro video di vita quotidiana in montagna hanno iniziato ad appassionare molte persone, perchè sono autentici, reali e mostrano le difficiltà, e allo stesso tempo, la meraviglia di vivere in un ambiente alpino. Montanari si, ma montanari digitali!

    In questo luogo Simone è ritornato ad essere il ragazzino che si emozionava dietro alla sua prima macchina fotografica. Ha trovato la montagna che desiderava, il silenzio, la quiete, la neve che tanto lo affascina. Una vita semplice dove il lavoro non manca, dove ti devi mettere in gioco, imparare, fare il contadino, il boscaiolo, il pastore, il veterinario, ma ciò che conta è che la sera, dopo tanta fatica, una cena con le verdure del tuo orto, qualche riga di un buon libro davanti al tepore del caminetto acceso, si va a letto sereni ed appagati. Anche per Romina Tetto Caban è casa, è lei il mediatore tra il mondo esterno e Simone, la quiete anche nei giorni di tempesta, è l’abbraccio che frena l’impulsività di Simone.

    Tetto Caban non è solo la casa di Romina e Simone ma è anche un incantevole B&B, http://iduevagamondi.com con due stanze a tema montagna Bisalta e Marguareis , davvero bellissime. L’ultima, da poco terminata, è l’orgoglio di Simone, che ha usato solo materiali di recupero e legname caduto per la sua realizzazione e, con Romina, per mesi, aiutati da un vicino, ha davvero lavorato sodo e il risultato è ottimo! Anche per la realizzazione della stanza Bisalta era stato usato legno caduto dopo un temporale a Tetto Caban, e grazie all’amico Piero Manassero, sono riusciti a ricavare pezzi unici! Perchè qui a Tetto Caban, si lavora davvero! Una vita in montagna con animali, riscaldamento a legna, orto, raccolta castagne richiede fatica e dedizione.

    Soggiornare a Tetto Caban non è semplicemente trascorrere del tempo in montagna, ma è vivere un’esperienza, conoscere due giovani che,come sono sui social, sono nella vita reale. Simone e Romina sono “iduevagamondi”. http://www.instagram.com/iduevagamondi e sul loro canale you tube http://youtube.com/@iduevagamondi pubblicano due video a settimana raccontando la loro vita montanara! Ti puoi iscrivere e seguirli!

    Nel piccolo paradiso di Romina e Simone ci sono anche Happy, il gatto grigio dagli occhi smeraldo, Coccinella l’asina che con il suo essere pacata, prudente e costante detta i ritmi della stalla, Luce una dolce capretta color crema ed infine Lola e Bettina, le due simpatiche galline dette anche la rossa e la mora!

    Il blog è nato per raccontare la vita di chi ha scelto le terre alte, cerco di fare con le parole quello che Simone e Romina fanno con la loro vita quotidiana: incoraggiare il ritorno alla montagna, alla vita semplice, ad abbandonare il superfluo per ritornare al buon vivere. Mi hanno accolta fragile, timida e insicura l’anno scorso e mi hanno incoraggiata a continuare la mia strada. Sono ritornata quest’anno, l’accoglienza è stata la stessa, la sensazione di essere tra amici pure, la mia strada un po’ più certa e la loro porta sempre aperta!

    IDUEVAGAMONDI sono aperti tutto l’anno e vi aspettano per condividere storie, ascoltare, confrontarsi e portavi nel loro piccolo mondo dove regna la semplicità.

    Vi lascio con un consiglio di Simone, che con le sue parole mi ha aperto la strada per farmi arrivare dove sono oggi: “Se hai un sogno, ed è davvero il tuo grande sogno, non conta l’età, realizzalo, abbi fede e ci arriverai!!!” Alla prossima storia!

  • Juri, il cuoco con gli scarponi!

    Juri, il cuoco con gli scarponi!

    La mia ricerca di storie nascoste tra le montagne, oggi mi ha portata in Valle Varaita, in una piccola borgata alpina che non conoscevo, Chiot Martin, verso il Santuario di Valmala (CN).

    Sono arrivata in questo posto perchè ho sentito parlare di uno chef stellato che ha aperto un locale decisamente unico! Sono pronta ad incontrare, per la prima volta nella mia vita, un cuoco, uno di quelli con il cappello bianco, il grembiule candido, preso tra ricette, pensieri e fornelli. Io amo cucinare e per me oggi è una giornata speciale.

    Arrivata a destinazione, dopo un’ora di strada da casa, scendo dall’auto e un ragazzo con un berretto da montagna, dei pantaloni da lavoro ed un paio di scarponi infangati mi viene incontro.

    Sono certa che non sia la persona che devo incontrare oggi! Non faccio in tempo a dire nulla che mi stringe la mano: “Piacere Juri Chiotti!” E’ lui: lo chef!

    Dovete sapere che Juri è uno chef con gli scarponi, che in cucina usa un cappello di paglia, che si toglie il grembiule per zappare l’orto, che ama la vita in montagna e con la sua storia mi ha fatto innamorare del suo locale, del suo cibo e oggi ve lo voglio far conoscere.

    Per qualche ora sono entrata nel mondo di questo ragazzo, che, nonostante sia giovanissimo, alle sue spalle ha già tanta esperienza nelle cucine più diverse.

    Prima di raccontarsi, non manca un giro nel suo orto, tra le sue capre, nella stalla dei conigli e nel pollaio appena ultimato.

    Insieme abbiamo calpestato il terreno adiacente all’orto dove la prossima estate nascerà un dehor in cui si mangerà contornati da verdure fresche, che saranno cucinate al momento e dove si potranno scoprire sapori autentici!

    Nelle mie ore con questo giovane Chef, ho avuto il piacere di conoscere anche il papà di Juri, che con occhi felici mi ha fatto capire tutto il suo orgoglio per un figlio che è ritornato alle sue radici, che ha ristrutturato la vecchia casa di famiglia per farne un ristorante e che ha coltivato la sua passione per la cucina, decidendo di investire nel territorio in cui è nato.

    Juri è originario di Rossana, un piccolo paesino montano, della provincia di Cuneo, un ragazzo che fin dalla prima adolescenza ha la cucina nel cuore, perchè la vede, la sperimenta, la respira grazie alla nonna cuoca, che per un lungo periodo gestisce un ristorante, con cui passa molto tempo. Negli occhi di Yuri ci sono ancora i piatti di nonna Emma, i sapori e gli odori di quella cucina semplice, fatta di tradizione e verdure dell’immancabile orto di famiglia.

    La scuola che frequenta diventa inevitabile: l’Istituto Alberghiero di Dronero dove si diploma del 2004. Nonostante sia un buon allievo, si convince che per fare carriera nel mondo della cucina sia necessario aver frequentato scuole particolari o avere capacità eccezionali e si ferma in un locale nel suo paese, dove inizia la sua vera gavetta.

    I suoi vent’anni però lo convicono a prendere il volo e così, dopo uno stage post diploma, inizia il lavoro presso il suo primo ristorante stellato, nel 2007 e da qui si apre la sua strada, in lui finalmente la consapevolezza di poter lavorare in quegli ambienti.

    Inizia a fare lo Chef in moltissimi posti, posso dire che ha davvero attraversato molti mondi, molti stili, conoscendo e lavorando con nomi importanti come: Cracco, Massimo Camia e molti altri. Tutto questo bellissimo viaggio ha permesso a Yuri di mettere nella sua valigia di esperienze tutto ciò che oggi gli permette di gestire “REIS”, di cucinare nel suo mondo, dove tutto è nato, anche la sua passione per la cucina. Soprattutto, però, ha capito che il mondo stellato non gli appartiene.

    Il suo locale non è arrivato subito, ha gestito rifugi, aperto una gelateria, ed infine un agriturismo, a Frassino, Valle Varaita (CN), che chiama già Reis e dove inizia a cucinare come desidera da sempre: utilizzando ciò che produce con le sue mani. Ed è proprio questo locale e la sua filosofia a trasferirsi in montagna, nella vecchia casa dei suoi genitori, dove, dopo quasi due anni di ristrutturazione, nel dicembre 2021 apre “REIS” cibo libero di montagna!

    Il locale è davvero speciale. Dove ora c’è una sala al piano terra, un tempo c’era la stalla, e dalla stessa finestra dove il papà di Juri un tempo, rassicurato dal caldo delle bestie e aiutato dalla luce che entrava dall’esterno, faceva i compiti ora lui può ammirare le montagne, sorseggiare un caffè o intrattenere i suoi ospiti raccontando del suo buon cibo!

    Sono rimasta incantata da questo locale dove si respira aria di casa, apparentemente informale in realtà curato nei minimi particolari per farti sentire accolto e avvolto dal calore e per ricordare ciò che è stato un tempo.

    Il vecchio banco da falegname è diventato la cassa del locale, il bastone per scolare le bottiglie fatto dal nonno ora è una magnifica lampada, il vecchio catino in rame si è trasformato nel lavandino del bagno. Ogni oggetto di un tempo è stato valorizzato! Qui si conserva passato e un occhio attento lo vede riflesso ovunque!

    Reis non è un semplice ristorante, ma è la creatura di Juri, il suo ritorno dove tutto è cominciato, dove i suoi avi hanno vissuto come si vivere un tempo, in pace ed armonia con il territorio montano, prendendo dalla terra ma offrendo altrettanto, mantenendo pulita e curata la montagna.

    Juri ora sta facendo lo stesso e dalle sue salde radici sta nascendo qualcosa di speciale, un albero maestoso i cui rami intrecciano collaborazioni, scambiano conoscenze e di cui i frutti stanno maturando, portando in questo locale clienti da tutta Italia.

    Saranno i semi a fare la differenza, perchè sono certa che arriveranno lontano con il suo messaggio di ritorno al buon vivere, al rispetto per la terra che ci ospita, alla riscoperta dei veri sapori, che i nostri palati, ormai abituati a cibi consumistici, hanno ormai scordato!

    Juri vive con sua moglie e tre meravigliose bimbe, a Venasca, in bassa valle, ma il suo lavoro è in Borgata Chiot Martin, dove presto andrà a vivere e dove c’è appeso il suo cappello di paglia dove dimora il suo cuore che batte nella cucina, dove un poutagè sempre acceso, permette di realizzare piatti strepitosi!

    Credo di aver conosciuto un vero chef, quello che sà di avere il potere di informare, perchè alla fine senza cibo non si vive e se nel nostro piatto troviamo coerenza, esempio e stimoli per potere scegliere meglio cosa e come mangiare, possiamo capire che nelle mani di un cuoco non ci sono solo ingredienti ma un vero e proprio messaggio.

    La storia di questo ragazzo mi è piaciuta molto, il suo locale rispecchia tutto ciò che mi ha raccontato, la sua cucina è passione, esperienza, un viaggio di sapori tra ingredienti autoprodotti. Il prezzo vuole essere accessibile perchè le sue porte sono aperte a tutti.

    Tornerò a gustare la cucina! Conservo nel cuore il sorriso di Juri, il cappello di paglia appeso in cucina e la sua stretta di mano: vera, coerente, decisa , da “Cuoco con gli scarponi!”

  • Clara e Fabio: quando il mestiere di malgaro è una scelta!

    Clara e Fabio: quando il mestiere di malgaro è una scelta!

    Ho conosciuto Clara e Fabio in una giornata di nuvole, di pioggia, di nebbia e autunno. Li ho raggiunti al pascolo, e nonostante il tempo fosse poco clemente, mi sono corsi incontro sorridenti e felici, perchè hanno scelto di essere dove sono, hanno scelto la vita con gli animali: questa è la strada che hanno deciso di percorrere insieme.

    Questa è una di quelle storie che mi fa piacere raccontare, perchè quando posso scrivere di giovani che hanno scelto la montagna, i mestieri di un tempo, la vita dura, mi illumino e mi sento di portare un messaggio: la montagna si può vivere, oggi come un tempo!

    Questa storia inizia da Fabio, un ragazzo timido, un po schivo, che arriva dal Vallone dell’Arma, una valle laterale della Valla Stura. Nasce e cresce nel mondo dei bovini, da sempre i suoi genitori sono allevatori. Nel 2020 lascia la sua famiglia, non sempre le proprie idee personali si sposano con l’ambiente famigliare, e decide di iniziare il suo percorso. Per un periodo lavora presso terzi ma nella primavera del 2022 apre, con Clara, la sua azienda agricola.

    Sicuramente, il suo notevole bagaglio di esperienza nel settore, gli è di grande aiuto. “Partire da zero, senza un minimo di “gavetta” è molto difficile in questo mestiere” mi dice Fabio, mentre si appoggia al suo bastone da pastore. Iniziare da capo, al di fuori dell’azienda di famiglia è stato un grande passo, ma lui ci crede ed ha chiaro il suo cammino. Oggi non può dedicarsi solo all’allevamento, ma parte della sua giornata la passa nei boschi come taglialegna, per integrare il suo reddito.

    La giornata di Fabio? Si sveglia alle 4.30, accudisce gli animali, poi va a lavorare nei boschi e verso le 18 arriva a casa, dove prima di fermarsi, accudisce ancora la sue bestie, pulisce le stalle, sfama i cani e controlla che tutto sia in regola.

    Una vita non facile, ma una vita che Fabio ha scelto e che condivide con Clara, una ragazza particolare che con le sue meravigliose foto (alcune sono in questo articolo) mi ha spinto a contattarla, perchè in quelle immagini c’era tutto l’amore per quello che fa.

    Clara arriva dalla bassa valle, i suoi genitori lavorano in altri campi. Frequenta l’università: tre anni di scienze naturali a Torino e due anni a Varese alla facoltà di Scienze e tecnologie per l’ambiente. Dopo alcuni tirocini, il suo sogno di fare la veterinaria svanisce, capisce presto che non è la sua strada.

    Conosce Fabio su instagram, si frequentano per un po’ vedendosi alle feste di paese, ed alla fine, questa ragazza dai capelli dorati, si innamora di quest’uomo e della vita che fa. Si avvicina piano piano al mondo dei bovini, lavorando in prima persona, nei fine settimana, con Fabio, presso la sua famiglia. Questo lavoro le entra nella pelle, lo fa suo e sente che deve essere il suo futuro!

    Fin da piccola i bovini l’hanno sempre affascinata: nella vecchia casa delle nonna passava ore ad osservarli. Nel suo cuore un grande amore anche per l’ambiente montano e la vita in natura.

    Nel lockdown affianca Fabio facendo i suoi stessi orari, Le sue mani iniziano a diventare ruvide, arrivano i calli e piano piano lasciano il posto a quelle da studentessa di pianura. Tutto questo poco importa a Clara. La sveglia alle 5.30 non le pesa, il lavoro fino a tarda sera non la spaventa, i parti difficili nel cuore della notte non sono un problema perchè in lei c’era la soddisfazione di fare ciò che più le piaceva

    A gennaio del 2022 nasce l’azienda agricola di Fabio e Clara: “Lou viel e Lou morre nier” http://www.instagram.com/louvieleloumorrenier ovvero il vitello e il muso nero, che rappresenta la passione di Clara per le pecore svizzere dal muso nero, che sono in via di estinzione e di cui lei è appassionata.

    Per ora non ci sono molti animali, ma questi giovani hanno già fatto un grande investimento economico e stanno portando avanti , da soli, un’azienda con diversi capi. Anche Clara ha un secondo lavoro, non è ancora il momento di vivere di solo allevamento. La stalla è in affitto, l’hanno aggiustata al meglio con le loro mani, non hanno un trattore e fanno tutto a mano.

    Persino l’abbeveratoio per le bestie al pascolo l’ha creato Fabio: nuovo sarebbe costato troppo!

    Clara e Fabio vivono ad Aisone, in alta Valle Stura, a 800 mt di altitudine. La gente del posto ha apprezzato la loro scelta, vedere dei giovani tornare in montagna è sempre un piacere!

    Clara lavora in un’azienda della Valle, fa i turni, e appena arriva a casa, si cambia velocemente e va dai suoi animali, alleviando Fabio da alcuni lavori.

    Ho chiesto a questi due giovani dove voglio arrivare. Il loro obiettivo è chiaro: d’estate la vita in alpeggio, in alta montagna, con la produzione di formaggio e la possibilià di far vedere alla gente che non conosce questo mondo, cosa comporta quel tipo di vita e tutte le sue difficoltà.

    Ora si tratta di un momento di sacrifici, doppio lavoro, studio, sperimentazione, ma vogliono arrivare ad aumentare il numero degli animali, per vivere solo con le proprie risorse facendo ciò che più amano: i malgari. Tante idee, tanti progetti ma una sola certezza: arrivare a destinazione.

    “Se sei giovane, e cerchi questo tipo di vita, non tardare ad andare in montagna!” mi dicono insieme, quando chiedo cosa consiglierebbero a ragazzi come loro” Non fatevi scoraggiare da chi vi dice che è impossibile! Certo non è facile ma si può fare! ” conclude Clara.

    “La montagna la devi scegliere perchè dentro di te c’è un motivo e hai una forte passione, uno scopo, un progetto! Ci devi arrivare in punta di piedi, rispettando chi c’è già, le usanze, il territorio” “Mancano i servizi? Ripopoliamo la montagna: arriveranno!

    Queste sono le parole di Fabio e Clara che più mi hanno colpita e che ho voluto riportare come un invito a cui pensare!

    Abbiamo parlato in un pascolo, sotto la pioggia, circondati dal suono dei campanacci sul terreno infangato e, nonostante tutto questo, il loro entusiasmo mi ha scaldato il cuore. C’è grinta, c’è una scelta, c’è una strada chiara e segnata. Sono giovani e, nonostante il lavoro sia duro, non si tolgono i momenti di festa, di svago che arrivano dopo aver finito tutto ma arrivano. Quest’estate in alpeggio si sono divertiti, avevano dei giovani vicini di pascolo: una pizza fatta in casa, una birra, tante cose in comune e con poco hanno passato una bella estate!

    Anche se l’allevamento potrebbe sembrare un mestiere semplice in realtà non lo è affatto. “Con gli animali ogni giorno c’è qualcosa da imparare!”, mi dice Fabio. “L’allevamento moderno non è più quello di un tempo, occorre studiare, documentarsi per ottenere risultati e dare benessere ai propri animali” aggiunge Clara.

    Non posso che augurare che tutti i sogni che colorano i discorsi di Fabio e Clara si avverino, che la grinta e l’entusiasmo che li avvolge resti a lungo nel tempo, che possano essere un esempio ed un augurio verso una montagna viva, popolata da giovani che, come loro, la amano e la rispettano!

    Alla prossima storia!

  • Alessia, Anna e “L’asilo che non c’è” ma sta arrivando!

    Alessia, Anna e “L’asilo che non c’è” ma sta arrivando!

    Nei miei articoli parlo di montagna, di persone che hanno scelto di viverla e di viverci. Chi si racconta, spesso, mi esprime tutte le difficoltà che una vita in altura comporta: la mancanza di servizi è una delle problematiche che spesso emerge, soprattutto per le famiglie con bambini.

    La storia di oggi vuole essere una porta che si apre verso un futuro di montagna viva e sostenibile in cui i giovani credono ed investono tempo, risorse e futuro.

    Tutto inizia con l’amicizia tra Alessia e Anna che parte da tempi lontani. Alessia vive a Manta (CN) fino alle superiori, a maggio del 2018 si trasferisce a Melle(Valle Varita -CN), dove in realtà era già di casa perchè ci passava l’estate e molti weekend. Tutta la famiglia, trascinata dall’amore per la montagna, del papà di Alessia, si trasferisce nella casa della Bis nonna,un tempo casa delle vacanze.

    Anna e Alessia si conoscono dalle scuole elementari, ad un compleanno di un’amica comune. Scuole superiori differenti le portano a perdersi, ma l’arrivo di Alessia a Melle, come residente, dove Anna vive da sempre, figlia di allevatori locali, risalda la vecchia amicizia, ritorna l’unione, la complicità di un tempo ed entrambe scoprono di avere la stessa passione: il mondo dei più piccoli.

    Nasce in queste due giovani ragazze la voglia di fare qualcosa insieme, nel posto dove vivono, nelle montagne che ogni giorno le accolgono. Mille idee e tanti progetti iniziano a colorare i loro incontri.

    Nel paesino dove vivono è da vent’anni che non c’è un asilo nido o una scuola elementare, spesso le famiglie sono costrette a recarsi in bassa valle per portare i propri figli. Si apre nella mente di Anna ed Alessia una porta, dove dietro prende forma il loro sogno e il desiderio di poter essere utili alla comunità alpina in cui vivono. Per poter davvero iniziare a concretizzare in fatti le idee, si rendono conto che, nonostante gli studi umanistici, peccano di inesperienza, decidono così di formarsi. Nel loro futuro vedono un asilo diverso!

    Iniziano entrambe a fare esperienza: Alessia lavora come ragazza alla pari in Svizzera, fa esperienze concrete presso vari asili ed anche Anna, fermandosi a lavorare presso uno di questi.

    Nell’ottobre del 2021, per caso on line, le ragazze scoprono un modo differente di proporre un asilo, ovvero il progetto “Asilo nel bosco”. Si appassionano a questa idea perchè propone un modo differente di fare didattica .

    Un mondo a misura di bambino dove i più piccoli possono conoscere, toccare, sperimentare, vivere la natura e ciò che gli circonda. Un tipo di didattica che si sposa bene con l’ambiente montano. Gli ospiti di questo asilo, sono al centro dell’attenzione ed ognuno può, con i suoi ritmi, crescere, vivere la sua infanzia con serenità, non costretto a ritmi frenetici ed imposizioni, che già arriveranno nella vita adulta.

    Finito il corso, l’entusiasmo è davvero alle stelle, non resta che iniziare, così a maggio 2022 nasce l’Associazione Culturale non profit “L’Asilo che non c’è” e le nostre giovani protagoniste non perdono tempo ed organizzano l’Estate Ragazzi.

    Era da parecchi anni che non c’era un campo estivo per l’estate a Melle. Una proposta che Anna e Alessia mettono in piedi timidamente per farsi conoscere, ma dopo la titubanza iniziale, sconfitta da un buon passa parola, l’evento risulta essere un grande successo.

    La piccola frazione alpina si illumina riscaldata da bimbi festosi, da sorrisi di anziani che da tempo non vedevano giovani per strada e dall’entusiasmo di due ragazze che, nonostante l’età, hanno già molto chiara la strada da percorrere e dove arrivare.

    Il cammino di queste due ragazze è appena all’inizio, ed è decisamente in fermento. Sono passate famiglia per famiglia ad illustrare il loro progetto, perchè hanno voluto cercare fin da subito il confronto, lo scambio, la fiducia. Ciò che vogliono creare non è un semplice asilo, ma un “rifugio”, un luogo tranquillo dove genitori e bambini posso ritrovare la serenità, lasciare la fretta e magari prendere un caffè prima di andare al lavoro mentre lasciano i propri figli.

    Un asilo per tutti, dove in caso di difficoltà economiche, si può donare tempo, lavoro o ciò che serve a questo spazio che sta prendendo forma, perchè “L’asilo che non c’è”, in realtà esiste già.

    Il locale è stato scelto, acquistato da Alessia e Anna, e presto inizieranno i lavori di ristrutturazione.

    Ho incontrato queste due ragazze e tutto il loro entusiasmo, davanti ad un caffè, proprio dentro la casa dove presto nascerà il loro sogno. Ho visto i loro occhi brillare mentre, nelle varie stanze, mi mostravano cosa ci sarà e come la struttura prenderà forma!

    Un grande progetto, direi un progetto coraggioso ,valoroso ed ambizioso. Un progetto che hanno deciso di affrontare sole, conquistando la fiducia delle loro famiglie, dimostrando convinzione ed idee chiare. “L’Asilo che non c’è” è l’importanza di sognare ad occhi aperti, è un luogo che vuole far capire l’importanza di non rinunciare mai all’innocenza, a viaggiare nel mondo dei sogni. Dovrà essere un posto sicuro, felice, sacro: un luogo di gioia ed accoglienza!

    Non vedo l’ora che le porte dell’Asilo che non c’è” si aprano, che i tavoli siano imbrattati di colori, di pongo, di disegni, che in quelle stanze, ora vuote, si sentano voci di bimbi, risate, canti. Si vedano in terra giochi, tappeti, brandine per la nanna. Che nel pomeriggio, quando le porte saranno aperte per il doposcuola dei più grandi, ci sia il silenzio di chi sta facendo i compiti ma anche le risate di chi, in quel posto, si sente a casa.

    Anna ed Alessia insieme sono un’ottima squadra, e sento il loro entusiasmo, quell’entusiasmo che ti fa andare lontano, che dona quel pizzico di coraggio che a volte serve. Ogni tanto hanno paura di non farcela, ma una dà supporto all’altra e presto le preoccupazioni, si trasformano in nuove idee.

    Per chi vuole c’è la possibilità di aiutare questo progetto, Anna e Alessia hanno aperto una raccolta fondi ( http://gofund.me/a7543c4a qui trovi il link e la descrizione completa.

    Ho iniziato questo articolo dicendo che questa storia vuole essere una porta aperta sul futuro della montagna, sui giovani che la scelgono creandoci un attività per non abbandonarla, sui privati che sopperiscono alle mancanze delle istituzioni, spesso impossibilitate, creando ciò che manca! Grazie Alessia e Anna , sarò in prima fila all’inaugurazione del vostro “Asilo che non c’è!”