Sant’Anna di Valdieri, un piccolo borgo alpino dove cinque donne hanno fatto rete!

Cercando in rete il significato del numero cinque ci sono tre parole che vengono subito messe in evidenza: unione, luce e cuore. Una mano aperta rappresenta il cinque, le mani sono il nostro mezzo per fare ciò che più amiamo: creare, toccare, lavorare ed essere unici e speciali, visto che sono la sede delle nostre impronte digitali, che sono differenti per ognuno di noi.

Quando tante mani si uniscono possono nascere delle collaborazioni uniche ed autentiche come quella che oggi vi voglio raccontare.

Siamo in un piccolo paesino montano della Valle Gesso, Sant’Anna di Valdieri, un tempo dimora dei Savoia, abitato tutto l’anno, che in questi anni, grazie all’unione di cinque donne, sta rinascendo. Alcune hanno scelto di farla diventare la loro casa e di lavorarci, altre vi hanno aperto la loro attività. Tutte creano costantemente iniziative per rivalutare questo territorio alpino e insieme fanno rete, collaborano senza invidie o gelosie.

Ve le voglio presentare una ad una, perchè ognuna ha la sua storia, il suo passato, ognuna di loro è arrivata a Sant’Anna per scelta o per un nuovo inizio e lì, trovando amicizia e terreno fertile, ha messo le radici. I fili usati su queste borse, che realizza Cinzia, del Balma Meris, sono il simbolo del passaggio di tutte le donne che in qualche modo, hanno lasciato la loro impronta, a Sant’Anna di Valdieri, dove finiscono le iniziali di una iniziano quelle di un’altra, un filo virtuale che lega il mondo femminile della montagna.

Iniziamo con Cinzia, della Locanda Alpina Balma Meris, una donna che sceglie la montagna per mettersi in gioco e cambiare vita, dopo anni di ufficio come ammistratore del personale in uno studio, avere cresciuto tre figlie, vivendo in pianura cambia vita. Arriva a Sant’Anna di Valdieri nel 2011 spinta dal marito alpinista, che trova un’inserzione in cui il comune metteva all’asta l’attuale locanda che gestisce, prima vecchia scuola della frazione, poi passata in diverse mani con differenti gestioni ed infine messa in vendita ed acquistata da Cinzia e suo marito, che la ristrutturano, mantenendo però l’aspetto antico e conservando arredi e oggetti di un tempo. Un locale che offre ottima ristorazione e ambienti in cui potersi rilassare sententosi immersi in altri tempi. http://www.instagram.com/balmamerislocandaalpina http://www.facebook.it/Balma Meris

Bio Magia Nelle Marittime è la struttura di Rita, una donna originaria della Sardegna, trapiantata in Liguria, appassionata di biologico, che per molti anni lavora in un negozio di prodotti bio. Il suo arrivo in Valle Gesso è stato quasi casuale e parte dal marito che, in giovane età, nei campi estivi parrocchiali, frequentava già questa valle, che resta per entrambi un posto in cui tornare ogni tanto per trovare pace e benessere. Quando decidono di acquistare una casa in montagna, la scelta non poteva che ricadere in Valle Gesso e, nonostante l’incertezza iniziale di Rita, il futuro di questa famiglia si ferma in montagna e nasce la casa vacanze Bio Magia nelle Marittime,una casa con alloggi da poter godere in autogestione, dove ti puoi rilassare con un piccolo centro benessere. Rita resta a vivere in montagna e piano piano si innamora della scelta fatta e non si dispiace di avere lasciato la Liguria. http://www.instagram.com/bio_magia_nelle_marittime http://www.facebook.it/BIO MAGIA nelle Marittime

Cinzia, gestisce la “Bottega del Parco” I Bateur, dove si trova il Museo della Segale. Come è arrivata Cinzia alla gestione di questo locale? Giovane e volenterosa, in cerca di lavoro estivo, aveva lavorato in questo locale, all’epoca gestito da altre persone. Questa esperienza piace molto a Cinzia, che qui conosce suo marito, si sposa e continua la sua vita, ha due figlie e lavora per oltre 20 anni in un’azienda alimentare, ma passando spesso il suo tempo libero a Sant’Anna, dove risiedono i suoi suoceri. Segue il susseguirsi di gestioni e al momento giusto decide di partecipare al bando per avere lei la gestione del locale. Per lei Sant’Anna è casa, è nuova vita, è sogno e così, spinta da molte persone che la conoscono nel 2018 inizia la gestione del locale, insieme alle sue figlie, Arianna e Federica. Una scelta che non rimpiange e che finalmente la fa sentire a casa. http://www.facebook.it/I Bateur http://www.instagram.com/i.bateur2017_val_ges

La “Casa Alpina” è gestita da Michela. Una donna che mi travolge con le sue parole e la sua determinazione, che ama il lavoro che fa e che vede la montagna non solo come rifugio, ma come un posto dove portare gente e da far riscoprire. La “Casa Alpina”, che gestisce, è un locale adatto ad ospitare grandi gruppi, ha 90 posti letto, ed un tempo era la caserma della guardia reale, una casa meta di colonie estive e che conserva al suo interno i segni di questo passato, come per esempio le vecchie foto dei gruppi. Michela lavora per quasi dieci anni al parco delle Alpi Marittime e poi decide di restare in questa Valle. Gestisce due case alpine, una qui e una a Limone. Ora, oltre a gestire queste due strutture, si occupa di portare avanti iniziative per riportare l’attenzione sulle montagne che tanto ama. http://www.instagram.com/lacasaalpina http://www.facebook.it/la casa alpina

Marcella, la sorella di Michela, si occupa della “Casa Regina” dove arriva dopo un periodo di alternate esperienze lavorative, che la portano alla presa di coscienza di voler creare un ambiente di lavoro in cui stare bene, in cui potersi sentire a casa, e in cui poter includere la propria famiglia. Vedere la sorella felice della scelta fatta la spinge a prendere in gestione”La Casa Regina” per offrire un’ospitalità rivolta a coppie, singoli o piccoli gruppi. A nove anni dall’inizio di questa esperienza, si sente soddisfatta e appagata, vive con entusiasmo e gioca con le mani per creare le “torte di Gigi”, torte semplici della nostra tradizione. http://www.facebook.it/la Casaregina http://www.instagram.com/la.casaregina

Sentendo parlare di queste cinque donne mi è venuta in mente una di quelle bellissime baite di montagna, uno di quei luoghi dove andresti a vivere senza la paura di lasciare tutto. Una casa che, quando ci entri dentro, ti senti accolto, dove ogni pezzo è esattamente dove deve essere, non c’è superfluo e tutto ha un senso. Una dimora d’altri tempi, che quando ci passi davanti vorresti fermarti per sempre e daresti qualsiasi cosa per entrare un momento. Al suo interno c’è profumo di fiori di campo, di bucato steso al sole e ci sono tutti quei piccoli particolari, unici e rari, che solo una donna può aver messo. In questa casa ci sono tante stanze, ognuna abitata e costruita in modo differente ed è proprio per questo che è unica e c’è armonia tra le sue mura, c’è vita, allegria e se arriva sconforto o tristezza, c’è sempre qualcuno pronto per un abbraccio e un po’ di conforto. Al centro, c’è una grande stufa che tutte ci tengono a tenere accesa per riscaldare tutta la casa e le sue abitanti, una stufa in grado di trovare sempre nuovi modi per creare calore, un stufa capace di far venire voglia di entrare e restare in quel posto magico.

Cinzia, Rita, Marcella, Cinzia e Michela sono le abitanti di questa casa ed insieme trovano sempre nuove idee, organizzano iniziative, e sono attente a creare opportunità che possano portare nuove persone in montagna. Lavorano tutte in montagna e per la montagna con l’obiettivo comune di far scoprire una montagna con il cuore, la montagna della passione, degli antichi valori e della rete femminile, la montagna come comunità che accoglie, come era un tempo in cui fame e miseria accomunavano tutti.

Eccole qui le nostre protagoniste, sono così, semplici, belle fuori e dentro, montanare e donne, mamme e imprenditrici. Ottengono tanto, anche dall’amministrazione comunale, che direi cura il giardino della loro bellissima casa. Inoltre, ringrazio in particolare Monica Falco che ha organizzato questo incontro e che crede così tanto in loro da chiamarle: “Le mie donne!”

Avevo bisogno di respirare unione, complicità femminile, voglia di innovazione e di vedere la voglia di ridare vita alla montagna. In montagna, oggi, con tutte le difficoltà che comporta viverla, ciò che fa la differenza è riuscire a creare comunità, dividersi doveri e piaceri, costruire insieme, Spesso, soprattutto nel mondo visto al femminile, il detto :”L’unione fa la forza” è un’utopia ma, in questo caso, invece, è reale, non ci sono invidie, non c’è voglia di prevaricare, ma c’è un gruppo di donne che ci mette il cuore. La montagna ha bisogno di cuore, di persone che mettono in risalto quello che fanno non solo la parte economica,ma la passione, la voglia di trasmettere valori, la solidarietà.

Caro viandante, alpinista o curioso, se capiti nella Valle Gesso, ora che sai che esiste questo piccolo paesino dal nome armonioso, Sant’Anna di Valdieri, e dal gentile fermento, non puoi non soffermarti per dimenticare pensieri e riscoprire il cuore della montagna!

La mia storia finisce qui, felice di averti fatto conoscere una realtà così bella e limpida, come poche oggi si possono trovare. Auguro a queste donne che, nelle salite che troveranno, si ricorderanno che dopo arriva sempre la discesa, d’altronde la montagna è così: la fatica per arrivare in cima è sempre premiata dallo splendido panorama. Al prossimo lunedì con una nuova appasionante storia.

2 risposte a “Sant’Anna di Valdieri, un piccolo borgo alpino dove cinque donne hanno fatto rete!”

  1. Che meraviglia di articolo!! Seppur vivendo negli Stati Uniti, sono davvero orgogliosa di essere originaria di una terra che ha formato donne così stimabili. Siete un grande orgoglio e spero, un giorno, di poter tornare e unirmi alla missione 🙂

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