Patricia e la “vetrite acuta”!

Oggi vi porto a Chiusa di Pesio, un comune della Valle Pesio, molto grazioso e vivo, dove iniziative, musei e persone speciali non mancano. Vi presento la donna che sta dietro questo splendido sorriso, la sua storia, la sua arte, la sua energia che mi ha conquistato in uno splendido pomeriggio di giugno in cui sono andata a trovarla nella sua bottega.

Come sempre mi sono preparata all’ascolto ed è stato come essere davanti ad un’amica, circondata  dalla sua arte.          Sono rimasta ammaliata dalle sue opere e dal mestiere che porta avanti come fosse un dono, dopo anni di studi e sacrifici, per arrivare esattamente dove vuole essere oggi, senza la fretta e la frenesia di un tempo.

Patricia nasce a Bordeaux, in Francia, e la porta in Italia l’amore per un giovane italiano di cui si innamora durante una vacanza. Il suo cuore resta sicuramente francese ma ormai l’Italia è la sua seconda patria,dove è nata sua figlia e dove lavora e vive. Vive prima a Milano e poi, per raggiungere la famiglia di suo marito, arriva in provincia di Cuneo, entrambi trovano lavoro.

Per un periodo Patricia insegna al mattino inglese e francese, al pomeriggio lavora da un commercialista e di sera insegna al serale, ma si tratta di ritmi troppo impegnativi e quindi non c’era più spazio per gli studi. Inizia per lei un periodo di mille lavori: traduttrice, interprete, adetta in un’agenzia pubblicitaria. Una donna dalle mille risorse, riesce persino a diventare maestra di Tombolo occitano, inizia a creare pizzi ma poi un problema alle mani la ferma. Patricia non è una donna che sa stare con le mani nelle mani e così, cerca nuove strade per esprimere la sua creatività.

Incontra la Valle Pesio, una Valle Alpina chiusa, che offre a sua figlia, la possibilità di andare a scuola fino alle medie, un luogo pacifico, dove ci si conosce tutti, dove si può andare a piedi, fare merenda in un prato, giocare nei giardinetti ed avere un’infanzia felice. Un posto che le fa lasciare il centro di Cuneo e dove decide di mettere radici perchè c’è tutto quello che cercava e anche qualcosa di più!

E’ a Chiusa Pesio, infatti, che Patricia scopre il vetro. In questo comune, l’arte del vetro, un tempo era sentita e praticata, ma era come assopita e cercava le mani di un artigiano per risvegliarsi e tornare a vivere.

Patricia, scherzando, mi dice di essere affetta da “vetrite acuta”,  questo materiale ha chiamato a se questa anima gentile dai mille colori. Ho sempre visto il vetro come un materiale freddo, duro, difficile, tutto l’opposto di questa donna e così ho chiedo a lei il perchè di questa scelta.  Lei mi dice che lei stessa è vetro, un tempo rigida come una bacchetta colorata, ora ha imparato a liberarsi di maschere ed insicurezze. Ma attenzione: il vetro va trattato con rispetto, e anche se si può fondere, non se ne può fare tutto ciò che si vuole!

Inizia i primi esperimenti con la lavorazione Tiffany, ovvero l’unione di pezzi di vetro tagliati ed uniti uno all’altro con delle saldature a stagno, autodidatta, ottima navigatrice dei tutorial di you tube, acquista l’attrezzatura e impara questa tecnica, ma non era ciò che le riempiva il cuore. Un’artigiana, per iniziare a creare, deve sentire fremere nelle sue mani il materiale, ciò che crea lavorandolo, deve essere una parte di sè, Patricia doveva ancora trovare tutto questo.

Scopre sulla sua strada un corso, ad Altare, Liguria, tenuto da Elena Rosso, un’artigiana di Murano. Non può non frequentarlo, ma purtroppo, riesce ad essere solo una spettatrice, ma ciò le basta per far accendere dentro di sé la fiamma, la stessa fiamma che, ancora oggi, le illumina il viso mentre crea le sue meraviglie.

Vive la sua prima esperienza con il vetro con sua figlia, e succede una cosa incredibile. Al Museo del Vetro di Altare, in un antico palazzo stile liberty, mentre prende tra le sue mani il vetro, parte una musica francese, vecchia, che le ricorda il passato. Un brivido le scorre lungo la schiena, qualche lacrima le sfiora le guance, un momento di silenzio e un respiro profondo la  fanno esitare, per poi capire che tutto era chiaro: il suo futuro non poteva che essere la via del vetro!

Non si è fermata a quell’incontro, ha iniziato a studiare, fare altri corsi, si è messa in gioco : prove, esperimenti, scoraggiamenti ma una grande certezza: la lavorazione al lume per smorzare tristezza, problemi, pensieri e creare trasmettendo emozioni e donando  se stessa. Non accende mai il lume se è arrabbiata o qualcosa non va, perchè lei deve trasmettere nei suoi oggetti solo emozioni belle!

Il 19 giugno 2016 nasce la sua Bottega Artigiana, in Chiusa Pesio, “Clair de Lume”, un gioco di parole che nasconde un detto francese usato  quando qualcuno si mette tra noi e l’oggetto che si sta guardando: Ton Pére est vitrier, ta mère s’appelle Claire? Tuo padre é vetraio e tua madre si chiama Chiara? Che unito al “Claire de la lune”, ha dato il nome al regno di Patricia.

Come vive oggi Patricia? Com’è la sua giornata?   Arriva in bottega alle nove, apre la porta con il sorriso che la  caratterizza, ed accoglie curiosi e clienti con simpatia e positività. Mezza giornata la trascorre davanti alla fiamma a  creare ed  il resto a montare. In settimana è in bottega mentre spesso, nel week end è i giro per mercatini.  Chi acquista da Patricia? Molto spesso gente locale, ebbene si, un’artigiana che viene scelta per restare a km zero, supportata dal paese ma perchè ha saputo creare gruppo, non invadere ma includere, è entrata in punta di  piedi in questo Comune Alpino, si è fatta conoscere ed ora è rispettata, apprezzata e conosciuta.

Sono andata a casa con un dono inaspettato: una bellissima coccinella da tenere appesa al collo, un pezzo della forza di questa donna che ha trovato nel vetro il suo mondo! Non me ne separo mai!

Vi lascio con il messaggio che mi ha donato Patricia: l’artigianato sta morendo perchè invidie e gelosie non fanno insegnare l’arte di lavorare con le mani, bisogna fare rete, unirsi e portare avanti chi, nelle sue mani, ci investe la vita! Compriamo dagli artigiani e impariamo l’arte!

Anche oggi ti dono una storia che sa di donna, forza, tenacia e nuovi inizi. Una storia che arriva dalla vicina Francia e che si ferma nella nostra Italia. Un’altra storia che mi ha fatto conoscere una persona speciale che sicuramente incotrerò ancora sul mio cammino. Una storia da cui attingo forza e che mi spinge sempre di più a coltivare e realizzare il mio sogno!

Ti lascio i dati per trovare Patricia:    http://www.instagram.com/clairdelume http://www.facebook.it/Clair de Lume creazione perle di vetro di Patricia Lamouroux      

    Al prossimo lunedì per una nuova storia che ti porterà sui miei passi, tra la gente, il buon vivere e un nuovo mondo tutto da scoprire insieme! Buona settimana dalla “Cacciatrice di Storie”                                       

Una replica a “Patricia e la “vetrite acuta”!”

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