Serena e il suo orto biologico in alta quota!

Il mio blog e quindi la caccia di storie, mi ha portata ad inoltrarmi fino ad Ostana, un magnifico paesino della Valle Po, provincia di Cuneo, dove il mondo sembra essersi fermato. Non avevo mai percorso questa valle, e quando sono arrivata ai piedi del Monviso, oltre i 1300 metri di altezza, il mio cuore si è fermato un istante e d’improvviso ho avvertito la quiete che mi attraversa quando raggiungo l’alta quota, perchè quello è il mio posto ideale, quello dove i persieri si calmano, la fretta non mi invade e il mio cuore si riempie di felicità.

Sono andata in questo stupendo borgo alpino perchè volevo conoscere Serena, una ragazza speciale, di quasi 30 anni, una mamma da poco, che ha deciso di vivere e coltivare in montagna. La sua frutta e le sue verdure nascono a 1500 metri di altitudine, sono bio e decisamente prodotte con fatica. Mi hanno parlato di lei, per la prima volta, i birrai di Kauss, che prendono la sua segale per fare la loro ottima birra 3841, e la sua storia mi ha subito incuriosito.

Ora vi racconto la storia di Serena. Serena arriva ad Ostana per caso, non conosceva la Valle e non era originaria di questa zona. Giovane suonatrice di violino, ai tempi del liceo, consigliata dal suo professore, inizia a suonare in un gruppo di musica tradizionale occitana, gli “Aire di Ostana”, e conosce la Valle Po. In questo gruppo suona anche il suo attuale marito, e con questa esperienza inizia ad apprezzare l’ambiente montano, vivendo tutto come una festa, un bel percorso di vita che ogni tanto la porta a restare ad Ostana, dove c’è la seconda casa dei genitori di suo marito.

Non era sicuramente nella mente di Serena restare a vivere in montagna, in un primo periodo si tratta di un luogo dove passare momenti sereni. Dopo il liceo studia Tecniche erboristiche e nel 2014 fa il tirocinio finale nell’azienda Achillea di Paesana. Vista la vicinanza tra Ostana e Paesana, trascorre i tre mesi di tirocinio nella casa dei suoceri e si innamora della vita in montagna.

Finisce l’università, si laurea, ma l’idea di andare a lavorare in un locale chiuso non la entusiasma, piuttosto nasce in lei la voglia di aprire un’azienda agricola biologica. Dopo un percorso di studi come il suo, la conclusione finale, non poteva che essere la coltivazione di erbe aromatiche ed officinali ed il posto ideale la vecchia casa in montagna dove aveva trascorso momenti felici!

Nel 2016 nasce l’Azienda Agricola Biologica di Serena: “L’orto di Ostana”. Un’azienda che inizialmente sperimenta, prova quali sono le coltivazioni migliori, e di cui si occupa solo lei, con fatica e costanza per due anni. Nel 2019, suo marito, impiegato in un negozio di ricambi auto, lascia il lavoro, stanco di partire il mattino e tornare la sera, e desideroso di trovare un lavoro all’aria aperta, così inizia un lavoro che gli consente di restare vicino a casa. Andrea ora si occupa di ristrutturazioni conservative, e per il resto del tempo aiuta Serena nel duro lavoro dei campi.

Nel 2020 nasce Tommaso, il bimbo di questa coppia giovane che ha deciso la montagna per vivere e che la offre al proprio erede come percorso di vita, dove poter vivere la propria infanzia a contatto con la natura. Mentre Serena mi racconta di questa scelta, il piccolino accompagnato dalla nonna, arriva a salutarci con gli scarponcini bagnati, le guance rosse e qualche fiore in mano. Un bimbo felice, semplice, libero di giocare nel mondo esterno a contatto con tutto ciò che dona l’ambiente che lo circonda.

Mi piace l’idea che una famiglia, così giovane, abbia messo le radici in montagna, che ne abbia fatto il suo cammino, che la casa di famiglia abbia trovato una nuova vita. Nel racconto di Serena ho percepito che, la comunità di Ostana, è stata felice di questa scelta, che ha in qualche modo supportato. Ostana è un comune vivo, che cerca di dare servizi per far tornare a vivere in montagna, che offre possibilità per tornare a stare in altura e che aiuta e sostiene.

Dopo qualche anno di rodaggio con qualche difficoltà, organizzativa dovuta all’adattamento delle colture ad alta quota , ora questa piccola azienda inizia a funzionare. Certo, la fatica resta, ma le soddisfazioni arrivato.

Oggi si coltivano verdure,piccoli frutti come fragole, lamponi e ribes, cereali antichi come segale e grano saraceno, patate e al momento si possono trovare alcuni trasformati di composte dolci con frutta e verdura abbinabili ai formaggi.

La direzione è quella di andare verso i trasformati ampliando la gamma di offerta, utilizzando sempre di più il laboratorio che da poco, fa parte dell’azienda.

Mi sono trovata davanti una ragazza decisa, con le idee chiare in testa, che sapeva dove voleva arrivare. Una donna tenace che non ha ereditato un’azienda agricola di famiglia, ma che ha iniziato da nuovo un percorso partendo dal nulla, in un posto dove non c’era più nessuno che coltivava, quindi dove non esisteva una rete, come un tempo, per poter avere consigli o insegnamenti. Questa azienda sta crescendo anno per anno, con innovazione e dedizione la sua strada va avanti nonostante tutto, superando le difficoltà di coltivare in alta quota e incrementando piano piano il suo reddito.

La fatica per fare questo lavoro è tanta, lo dice con chiarezza Serena, spesso aiutata dai genitori, dal marito e dai suoceri, arriva a sera stanca ma molto felice e appagata. Mi ripete più volte che, la vita in montagna, non è una scelta facile, come anche gestire l’attività, che in molti momenti, non dà il giusto compenso per il tanto lavolo svolto. Bisogna investire tempo, lavoro e farsi accettare dalla gente del posto, che non sempre vede di buon occhio l’apertura di una nuova attività commerciale. Deve essere fatta un scelta consapevole per poter essere certi di potere affrontare anche le difficiltà.

La montagna deve ritornare ad essere viva, ad essere meta non solo per le escursioni ma luogo per abitare, mettere radici e ritornare al buon vivere. Solo se saranno i giovani a fare ritorno in questi posti, a creare la rete di un tempo, ad abitare luoghi poco popolati custodendoli e mantenendoli puliti, a chiedere servizi e ad avere la voglia di investire su questo territorio sarà possibile vederla rifiorire.

Vedere una famiglia che ha fatto questa scelta è un buon auspicio per il futuro, un invito ed un esempio per chi vuole fare il grande passo e ricominciare una nuova vita. Serena, Andrea e Tommaso sono davvero una bella famiglia, una famiglia giovane, fresca che ha un futuro radioso davanti, che non ha paura di faticare, che magari ha lasciato delle comodità ma ha acquisito delle opportunità di vita migliore e più rispettosa verso l’ambiente e chi lo abita.

Se capiti in Valle Po, fermati all’Orto di Ostana di Serena, ora che sai la sua storia, potrai acquistare i suoi prodotti e sapere che stai aiutando la montagna a rivivere. La puoi trovare anche sui social: http://www.instagram.com/l_orto_di_ostana http://www.facebook.it/L’orto di Ostana

Al prossimo lunedì con una nuova storia di montagna, buon vivere e passione!

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