Bruno e il suo “Nido dell’Aquila”

Sono sempre stata affascinata dalle persone che sanno creare, che in ogni situazione sanno aggiustare, trasformare, che usano le mani per far diventare dei materiali delle meraviglie. Sono persone che guardo con ammirazione, forse perchè mio nonno era così, mio padre è così, sono uomini all’antica che sanno fare tutto. Dare una seconda possibilità agli oggetti antichi e non buttare nulla: sono stati da sempre compiti della mia famiglia.

Molto spesso queste persone offrono il loro dono al prossimo, aiutano senza volere nulla in cambio. Spesso nella vita hanno già lavorato molto, ed ora, che è il momento di godersi la meritata pensione, non sanno stare fermi, mani e mente sono sempre in fermento pronte per nuovi lavori.

La storia di oggi parla di Bruno, un energico sessantacinquenne che nella vita ha fatto l’artigiano in proprio ed ora utilizza il suo tempo per donarsi ed aiutare il prossimo anche nei posti più lontani. Ma partiamo dall’inizio e conosciamo meglio il protagonista della storia di oggi.

Bruno vive in una bella casa a Monastero di Vasco, un paesino del Monregalese, in provincia di Cuneo. E’ nato e cresciuto in questo paese e lo conosce come le sue tasche. Ha una bellissima famiglia: Loredana, sua moglie e le due figlie Giulia ed Enrica sono come lui, semplici, rispettose ed accoglienti. Bruno è una persona solare, che mi ha accolta in casa sua per raccontarmi la sua storia e cosa hanno realizzato le sue mani magiche!

Ho ascoltato le sue parole, ce ne sono state tante, perchè Bruno ha moltissime cose da raccontare, ha fatto e fa tanto e in questo tanto c’è posto anche per fare del bene. Fa parte di ” Elettrici senza frontiere Italia”, un’organizzazione no-profit, che si impegna costantemente per fornire un accesso all’elettricità nelle zone del pianeta dove ancora oggi non esiste.

Bruno ogni anno va nei posti pìù remoti a dare il suo contributo: ha aiutato nella costruzione di scuole, ospedali, portando le sue mani per lavorare, il suo sorriso per resistere nei posto meno accoglienti dove fame e miseria sono sotto gli occhi di tutti, ed il suo ottimismo che lo ha sempre aiutato nella vita.

Seduti al tavolo in giardino, contornata dalla bella famiglia di Bruno, ho degustato acqua e sciroppo di menta fatti da lui, perchè davvero questo uomo sa fare tutto, trasformando erbe e piante in rimedi naturali per la cura di tutta la famiglia. Mentre si parla Loredana, mi dice che non sempre è facile stare dietro a tutte le idee di suo marito, che appena finisce un progetto ne ha già in mente un altro e Bruno replica spiegando che la vita va vissuta in ogni istante, perchè è così corta che non si deve perdere nemmeno un minuto restando senza fare nulla, “Domani è già tardi!” mi dice deciso.

Sorrido assistendo a questo scambio di parole, e penso a quanto a volte mi piace poltrire sul divano o restare per ore a guardare la mia serie preferita o davanti al cellulare: sarà davvero tempo perso?

Bruno arriva da una famiglia dove “fare” è sempre stata la parola d’ordine, la mamma è mancata l’anno scorso alla veneranda età di 101 anni, ed in casa si è sempre lavorato, caratteristica questa delle vecchie generazioni, che vivevano per lavorare e non lavoravano per vivere. Un modo di essere incentrato sul darsi da fare, sull’ essere autosufficienti e sul trasmettere a tutti l’importanza di aiutare, come si faceva una volta in campagna dove ognuno faceva la sua parte per arrivare ad essere tutti soddisfatti.

Sono certa che chi mi legge ora si starà chiedendo come mai ho voluto raccontare la storia di Bruno, che si discosta un po’ da quelle che generalmente tratto. L’ho fatto perchè, questo signore tutto fare, ha voluto ridare vita ad una piccola casa del 1902. Una vecchia baita in pietra, in Val Corsaglia, provincia di Cuneo, posizionata in cima ad un cucuzzulo, trasfomandola in un luogo magico dove potersi fermare.

I social sono utili anche per conoscere storie e persone, e così un messaggio di Bruno ed una breve descrizione del posto mi hanno incuriosita molto e ho deciso di incontrarlo e di andare a vedere questo piccolo capolavoro. Inoltre amo le case di montagna, quelle isolate, fuori dal mondo, quelle che sono state ristrutturare ma che profumano di vecchio e di passato, che sono state vissute un tempo e che hanno trovato chi le ha fatte tornare a splendere.

La piccola casa, acquistata per caso, in società con un amico, era in attesa di una nuova vita, poco visibile dalla strada, apoggiata sul pendio della montagna, non era abitabile e pensare ad una ristrutturazione era complicato: ci volevano mani esperte, passione e un pizzico di pazzia, tutte cose che a Bruno non mancano!

La casa viene acquistata all’inizio del 2000 con l’intenzione di sistemarla, ma era chiaro che fosse davvero un’impresa difficile, così per alcuni anni rimane ancora in attesa di essere trasformata. Due anni fa, però , Bruno decide che era il momento di dargli vita ed inizia a rendere questo posto speciale, perchè, come me, ama dare una seconda vita alle cose!

I lavori sono una vera scommessa, un’impresa non da poco. Per raggiungere la casa vi è solo un piccolo sentiero, quindi tutto il necessario per la ristrutturazione è stato portato con la cariola o con l’aiuto di qualche amico in cambio di pane e salame e un buon bicchiere di vino! Tra amici si fa così! Nasce così “Il nido dell’aquila”, ci vogliono due anni e tanto olio di gomito ma vi posso garantire che ne è valsa la pena!

Il periodo della pandemia ha fermato Bruno impedendogli di finire gli ultimi lavori al “Nido dell’Aquila”, ma non si è perso d’animo e ne ha approfittato per fare, nel suo laboratorio di casa, i mobili per arredare questo piccolo grazioso paradiso alpino.

Entrando in casa si è subito avvolti da una pace incredibile, si è circondati da particolari unici e si nota sicuramente il tocco femminile di Loredana. Muri in pietra, legno antico, oggetti di un tempo resi parte della casa. Un meraviglioso angolo di paradiso di cui Bruno è stato l’autore!

“Il nido dell’aquila” è composto da un locale cucina, una camera da letto su soppalco, un piccolo bagno, all’esterno una terrazza panoramica, ma non finisce qui. Fuori, a pochi passi dalla casa, c’è anche una sauna con la doccia.

San Francesco d’Assisi diceva: “Chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista!” Tutto questo è Bruno, un pensionato che aiuta il prossimo e crea meraviglie!

“Chi non è buono per gli altri non è buono per se stesso”, questa frase la diceva sempre la mamma a Bruno, in dialetto, e lui me l’ha ripetuta mentre ci stavamo lasciando alle spalle il sentiero che ci ha condotto alla sua baita. Se vuoi conoscere Bruno ha un profilo Instagram http://www.instagram.com/bru_danna e anche un amail: dannaimpianti@libero.it.

E’ stato bello conoscere questo uomo, vedere “Il nido dell’aquila”, un posto incantevole dove sarei rimasta a lungo, un luogo che sceglierei come rifugio nei momenti in cui il mio animo richiede libertà, libertà dal mondo con i suoi ritmi incalzanti, libertà dalla monotonia della quotidianità, libertà dal bisogno di essere sempre al top. In questo posto mi ci sono vista in tuta, scarponi, una tazza di te e un libro in mano o persa tra le mie parole con il mio inseparabile tacuino e la penna stilografica.

Per me le persone che in qualche modo, ridanno vita a un pezzo di montagna abbandonato, sono persone speciali, che sanno il valore del passato, del territorio alpino, delle sue tradizioni. Spero che un giorno, questo piccolo capolavoro, possa essere aperto al pubblico e che molti, come è successo a me, possano sedersi tra le mura del “Nido dell’aquila”, fermarsi chiudere gli occhi, fare lunghi respiri e abbandonarsi alla bellezza di questa piccola graziosa baita! Grazie Bruno per avermi portato nel tuo mondo!

Una replica a “Bruno e il suo “Nido dell’Aquila””

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