Alessia, Anna e “L’asilo che non c’è” ma sta arrivando!

Nei miei articoli parlo di montagna, di persone che hanno scelto di viverla e di viverci. Chi si racconta, spesso, mi esprime tutte le difficoltà che una vita in altura comporta: la mancanza di servizi è una delle problematiche che spesso emerge, soprattutto per le famiglie con bambini.

La storia di oggi vuole essere una porta che si apre verso un futuro di montagna viva e sostenibile in cui i giovani credono ed investono tempo, risorse e futuro.

Tutto inizia con l’amicizia tra Alessia e Anna che parte da tempi lontani. Alessia vive a Manta (CN) fino alle superiori, a maggio del 2018 si trasferisce a Melle(Valle Varita -CN), dove in realtà era già di casa perchè ci passava l’estate e molti weekend. Tutta la famiglia, trascinata dall’amore per la montagna, del papà di Alessia, si trasferisce nella casa della Bis nonna,un tempo casa delle vacanze.

Anna e Alessia si conoscono dalle scuole elementari, ad un compleanno di un’amica comune. Scuole superiori differenti le portano a perdersi, ma l’arrivo di Alessia a Melle, come residente, dove Anna vive da sempre, figlia di allevatori locali, risalda la vecchia amicizia, ritorna l’unione, la complicità di un tempo ed entrambe scoprono di avere la stessa passione: il mondo dei più piccoli.

Nasce in queste due giovani ragazze la voglia di fare qualcosa insieme, nel posto dove vivono, nelle montagne che ogni giorno le accolgono. Mille idee e tanti progetti iniziano a colorare i loro incontri.

Nel paesino dove vivono è da vent’anni che non c’è un asilo nido o una scuola elementare, spesso le famiglie sono costrette a recarsi in bassa valle per portare i propri figli. Si apre nella mente di Anna ed Alessia una porta, dove dietro prende forma il loro sogno e il desiderio di poter essere utili alla comunità alpina in cui vivono. Per poter davvero iniziare a concretizzare in fatti le idee, si rendono conto che, nonostante gli studi umanistici, peccano di inesperienza, decidono così di formarsi. Nel loro futuro vedono un asilo diverso!

Iniziano entrambe a fare esperienza: Alessia lavora come ragazza alla pari in Svizzera, fa esperienze concrete presso vari asili ed anche Anna, fermandosi a lavorare presso uno di questi.

Nell’ottobre del 2021, per caso on line, le ragazze scoprono un modo differente di proporre un asilo, ovvero il progetto “Asilo nel bosco”. Si appassionano a questa idea perchè propone un modo differente di fare didattica .

Un mondo a misura di bambino dove i più piccoli possono conoscere, toccare, sperimentare, vivere la natura e ciò che gli circonda. Un tipo di didattica che si sposa bene con l’ambiente montano. Gli ospiti di questo asilo, sono al centro dell’attenzione ed ognuno può, con i suoi ritmi, crescere, vivere la sua infanzia con serenità, non costretto a ritmi frenetici ed imposizioni, che già arriveranno nella vita adulta.

Finito il corso, l’entusiasmo è davvero alle stelle, non resta che iniziare, così a maggio 2022 nasce l’Associazione Culturale non profit “L’Asilo che non c’è” e le nostre giovani protagoniste non perdono tempo ed organizzano l’Estate Ragazzi.

Era da parecchi anni che non c’era un campo estivo per l’estate a Melle. Una proposta che Anna e Alessia mettono in piedi timidamente per farsi conoscere, ma dopo la titubanza iniziale, sconfitta da un buon passa parola, l’evento risulta essere un grande successo.

La piccola frazione alpina si illumina riscaldata da bimbi festosi, da sorrisi di anziani che da tempo non vedevano giovani per strada e dall’entusiasmo di due ragazze che, nonostante l’età, hanno già molto chiara la strada da percorrere e dove arrivare.

Il cammino di queste due ragazze è appena all’inizio, ed è decisamente in fermento. Sono passate famiglia per famiglia ad illustrare il loro progetto, perchè hanno voluto cercare fin da subito il confronto, lo scambio, la fiducia. Ciò che vogliono creare non è un semplice asilo, ma un “rifugio”, un luogo tranquillo dove genitori e bambini posso ritrovare la serenità, lasciare la fretta e magari prendere un caffè prima di andare al lavoro mentre lasciano i propri figli.

Un asilo per tutti, dove in caso di difficoltà economiche, si può donare tempo, lavoro o ciò che serve a questo spazio che sta prendendo forma, perchè “L’asilo che non c’è”, in realtà esiste già.

Il locale è stato scelto, acquistato da Alessia e Anna, e presto inizieranno i lavori di ristrutturazione.

Ho incontrato queste due ragazze e tutto il loro entusiasmo, davanti ad un caffè, proprio dentro la casa dove presto nascerà il loro sogno. Ho visto i loro occhi brillare mentre, nelle varie stanze, mi mostravano cosa ci sarà e come la struttura prenderà forma!

Un grande progetto, direi un progetto coraggioso ,valoroso ed ambizioso. Un progetto che hanno deciso di affrontare sole, conquistando la fiducia delle loro famiglie, dimostrando convinzione ed idee chiare. “L’Asilo che non c’è” è l’importanza di sognare ad occhi aperti, è un luogo che vuole far capire l’importanza di non rinunciare mai all’innocenza, a viaggiare nel mondo dei sogni. Dovrà essere un posto sicuro, felice, sacro: un luogo di gioia ed accoglienza!

Non vedo l’ora che le porte dell’Asilo che non c’è” si aprano, che i tavoli siano imbrattati di colori, di pongo, di disegni, che in quelle stanze, ora vuote, si sentano voci di bimbi, risate, canti. Si vedano in terra giochi, tappeti, brandine per la nanna. Che nel pomeriggio, quando le porte saranno aperte per il doposcuola dei più grandi, ci sia il silenzio di chi sta facendo i compiti ma anche le risate di chi, in quel posto, si sente a casa.

Anna ed Alessia insieme sono un’ottima squadra, e sento il loro entusiasmo, quell’entusiasmo che ti fa andare lontano, che dona quel pizzico di coraggio che a volte serve. Ogni tanto hanno paura di non farcela, ma una dà supporto all’altra e presto le preoccupazioni, si trasformano in nuove idee.

Per chi vuole c’è la possibilità di aiutare questo progetto, Anna e Alessia hanno aperto una raccolta fondi ( http://gofund.me/a7543c4a qui trovi il link e la descrizione completa.

Ho iniziato questo articolo dicendo che questa storia vuole essere una porta aperta sul futuro della montagna, sui giovani che la scelgono creandoci un attività per non abbandonarla, sui privati che sopperiscono alle mancanze delle istituzioni, spesso impossibilitate, creando ciò che manca! Grazie Alessia e Anna , sarò in prima fila all’inaugurazione del vostro “Asilo che non c’è!”

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